17 ottobre 2015

ArtVerona/3. A misura d’uomo e di portafogli. L’undicesima edizione della fiera vista dai galleristi

 

di

Che cos’ha determinato il successo crescente di ArtVerona in questi ultimi anni? Alcuni galleristi non hanno dubbi, come Renata Bianconi di Milano: «È merito di una bella atmosfera, dove si riesce a lavorare bene e con ritmi non stressanti», ci dice la gallerista che propone uno stand tutto italiano, che va da Michele Zaza a Matteo Fato a Luigi Presicce.
Merito sarà anche dei prezzi proposti da tanti stand: autori giovani, per collezionisti giovani, e dunque con un occhio attento non solo alle tendenze del mercato, ma anche al portafogli. Sara Zanin (Z2O), alla sua prima partecipazione ad ArtVerona nella “Raw Zone” con una parete dedicata al lavoro di Ekaterina Panikova (un’opera è stata acquisita anche da Fondazione Domus) si dice soddisfatta, anche se una delle criticità riscontrabili alla fiera può essere legata alla sua calendarizzazione: troppo vicina a Frieze London, e a pochi giorni dall’inizio di Artissima. Ma il parterre di collezionisti è differente, e qui è l’Italia a farla da padrone. Buon giudizio anche da parte di Giorgia Lucchi Boccanera, dell’omonima galleria di Trento, con uno stand decisamente ricco, che propone Marcos Lutyens (già alla Biennale di Istanbul), Nebojsa Despotovic (con una tela acquisita da Fondazione Domus), Dido Fontana e Drifters. 
Ma come dire: siamo solo all’inizio, e i dati ufficiali – oltre le impressioni a caldo – li avremo tra un paio di giorni. Stay tuned! 

1 commento

  1. Bene! Parliamo di questi “prezzi accessibili”. Ma soprattutto quale valore per l’opera d’arte oggi. Parliamo, per esempio, di Luigi Presicce e mettiamo in relazione il valore della sue opere per la vita delle persone sulla terra. Parliamo sempre di contenitori e mai di contenuti e di opere. In definitiva credo che si continui a proporre “ikea evoluta” giustificata da contenitori più o meno cool. Che sia Frieze o ArtVerona. Forse mi sbaglio, ma senza un contesto critico vitale siamo quasi sempre davanti ad ikea evoluta, spesso pretenziosa e non consapevole.
    Ma è l’artista che oggi è debolissimo, una sorta di operaio della pubbliche relazioni e burocrate della creatività. Basta sfogliare Moussoscope per creare in 20 minuti un portofolio supercool. Diciamole queste cose. Un certo ruolo di artista va ridefinito, diversamente abbiamo artigiani dell’arte contemporanea che propongo ikea evoluta e gingilli costosetti per ricchi, o per coloro che vorrebbe essere ricchi ma non lo sono non potendosi permettere Barney, Creed o altri. Ecco un bel sito di IKEA EVOLUTA CONSAPEVOLE: http://www.myduchamp.com (da 99 euro)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui