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Si intitola Torino è un’altra città la breve rassegna che occuperà, riaprendo, la Caserma De Sonnaz.
Non si tratta di un appuntamento d’arte tout court, quanto una riflessione su una città che dell’arte ha fatto, negli ultimi vent’anni, il cavallo di battaglia per guardare avanti, per riconventirsi, per mutare pelle.
Nel 2015 infatti ricorre l’anniversario dell’avvio della grande trasformazione di Torino e così, tra un laboratorio per bambini e uno sguardo al piano regolatore, l’Urban Center ha deciso di dedicare un anno di riflessione sulla causa, partendo proprio da qui.
E raccontando sei milioni di metri quadrati di aree produttive e dismesse trasformate, nuove vie di scorrimento, quartieri rinati e altri cambiati nel loro aspetto.
Ma oltre alla morfologia della città c’è anche Alt, mostra curata da Cripta 747, uno dei più attivi spazi no profit italiani, nato proprio a Torino, che racconterà la percezione che il cittadino ha della propria città mentre muta, in un andamento che è oltre che materiale anche simbolico, in lotta tra progresso e conservazione.
Sabato, invece, parola alla politica: moderati da Stefano Lo Russo e Marco Aimetti, Piero Fassino, Sergio Chiamparino e Valentino Castellani, tra gli altri, discuteranno i dati forniti dalla recente indagine sulla percezione da parte dei torinesi del mutamento della città negli ultimi vent’anni, avendo a disposizione solo tre minuti ciascuno. E ancora, nel fine settimana, un itinerario alla scoperta delle nuove architetture nel centro storico torinese: dalla caserma De Sonnaz a palazzo Cavour, passeggiando per luoghi inaspettati della città. Per sei euro, insomma, sarà tutta vostra la città. Finché saprete riconoscerla, prima della muta.












