19 giugno 2014

Basel/ Cosa succede in città? Da Fondazione Beyeler in giù, “mostre che valgono il viaggio”, anche se il calo del budget qui si sente, eccome

 

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Fondazione Beyeler. Gerhard Richter, 4900 Colori (2007). foto Michèle Laird
Giorno di pieno anche oggi per Art Basel, che è arrivato il pubblico, anche se lo è stata nei precedenti giorni di preview, dimostrandoci di come i ricchi esistano. 
Eppure le mostre in città non sono più quelle di una volta: un calo nei budget dedicati, si nota anche qui.
Alla Fondazione Beyeler la mostra su Gerhard Richter soddisfa gli appassionati di questo artista: stando seduti sulle comode panchine si possono vedere opere interessanti e di grande valore, e la sera qui si offrono anche sontuose cene vip, e gli appassionati di Richter dicono che questa mostra da sola valga il viaggio.
Il museo Shaulagher offre una selezione di opere di Paul Chan, mostra soddisfacente e non distratta. Per finire la mostra al Kunstmuseum su Charles Ray, 16 opere che rendono la mostra godibile, immersa nell’atmosfera serena e nello stesso tempo pensante che ritroviamo attorno alle opere di quest’artista, nato a Chicago nel 1953. Sculture di un mondo sospeso, di una favola che racconta la realtà. C’è anche il famoso Boy with the Frog, quel Ragazzo con la rana, concepito per Punta della Dogana di Venezia, che i cittadini della laguna hanno combattuto con tutte le loro forze, fieri di sostituirlo con un lampione di nuova fattura, ma imitazione di una vecchia illuminazione che c’era prima. Chissà, forse non era esattamente il povero Chales Ray da sostituire in città.
Ad ogni modo ora, liberato dal l’incubo di vedersi continuamente sfiorare dalle grandi navi, che violano indisturbate la sicurezza del prezioso patrimonio Unesco, il Ragazzo con la rana gira il mondo e il pubblico continua ad andarlo a vedere. Pagando il biglietto. (Cristina Cobianchi )

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