16 novembre 2006

“Basta con gli sperperi per i cosiddetti grandi eventi“. Tre artisti guidano la protesta a Gorizia

 

di

Palazzo Attems, a Gorizia
Basta con gli sperperi di denaro pubblico, usati per i cosiddetti «grandi eventi», sempre comperati a scatola chiusa da altre realtà culturali”. Il grido di indignazione arriva da Gorizia, dove tre artisti – Luciano de Gironcoli, Franco Dugo e Giorgio Valvassori – si sono fatti portatori del malcontento per la gestione degli spazi espositivi cittadini ed in generale per le politiche rispetto alla creatività contemporanea. Organizzando una manifestazione di protesta davanti alla sede dei Musei Provinciali di Palazzo Attems – una delle “pietre dello scandalo” -, che ha già raccolto numerose, significative adesioni. Per chiedere fra l’altro che Palazzo Attems – che recentemente ha ospitato mostre di protagonisti della moda come Capucci e Missoni – ritorni a essere il Museo di Gorizia e dell’Isontino, e non un contenitore di mostre occasionali. “Basta con i provincialismi, basta con le improvvisazioni, basta con le parole vuote e inutili di coloro che amano definirsi gli uomini delle Istituzioni”, si legge nel manifesto diffuso dai tre artisti. Una protesta localistica, ma che di certo in molti sentiranno di poter eleggere a paradigmatica di altre realtà culturali…


Manifestazione/presidio: venerdì 17 novembre 2006 – ore 16.30
Musei Provinciali di Palazzo Attems
Piazza De Amicis – Gorizia


[exibart]

5 Commenti

  1. Consiglio agli amici goriziani di venire a vivere a Napoli, dove certe cose non accadono. Nel frattempo, per capire l’andazzo delle cose (anche a gorizia), leggete Gomorra.

  2. a napoli non succedono certe cose?

    soprattutto a napoli c’è uno spreco di denaro pubblico da far paura….grazie grande bassolino, ma forse i milioni di euro spesi per una mostra di koons, serra,Kiefer etc , potevano essere investiti per una città più sicura e vivibile.

  3. Aggiugiamo all’andazzo generale l’ultima notizia che il garbino nazionale si prepara a spendere 50 milioni di euro in un colpo solo,per organizzare la più grande mostra di tutti i tempi…..
    Noi ci dissociamo fortemente da questa politica suicida e fine a se stessa,serve solo agli organizzatori per celebrare se stessi e i soliti artisti,famosi,diventati,loro malgrado,pedine ad uso e costume del politico di turno.
    Apriamo un fronte comune,nazionale,e parliamone.

  4. Luciano de Gironcoli, Franco Dugo e Giorgio Valvassori, sono con Voi e non potrebbe essere diversamente. Dio lo sa quanto ce ne vorrebbero in ogni città d’Italia di persone sensibili e coraggiosi artisti del dissenzo. Perchè non si interviene sulla finanziaria per abolire queste pseudo iniziative culturali? Mi piacerebbe che qualcuno spiegasse a chi servono,e quale ritorno c’è.

  5. Sinceramente penso che ci sia dietro tutta una serie di problemi concatenati. Che dire dei giovani artisti italiani? Dove sono? Dove vivono? Li conosciamo bene? Purtroppo molti buoni artisti italiani (non quei 5/6 arcinoti, che ormai non sono piú tanto italiani ma “mondiali”), non sono considerati tali in casa. Il critico “importante” di turno, preferisce non rischiare mettendo un D. Hirst (gradissimo artista) piuttosto che un F. Impellizzeri (ottimo artista nostrano), ad esempio. Credo che il problema fondamentale si da parte dei critici d’arte attuali e dalla loro pigrizia intellettuale, questi, o prendono il loro “gettone” dalle gallerie curando anche le mostre piú ignobili, o preferiscono associare il loro nome con nomi illustri per crearsene (secondo la regola dell’associazione) uno anche loro, come se le idee non contassero piú. Anche i galleristi hanno la loro colpa, il 90% pecca di provincialismo e superficialitá, molti galleristi si “prostituiscono” facendo fare mostre ingegne solo per per fare (o ripagare) un favore a qualcuno, indebolendo cosí la propria forza, e quella del nostro panorama artistico contemporaneo giá in forte calo negli ultimi anni. Per quanto riguarda le spese piú o meno inutili per eventi artistici di vario genere, solo basta fare in modo che chi si occupa di questi eventi non rubi il 60/70% ma solo il 10/20% come fanno gli altri paesi occidentali, giá sarebbe qualcosa.

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