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Sono passati ventisei anni dalla caduta del muro di Berlino e quel che resta dell’imponente barriera sta lentamente scomparendo per colpa dei turisti, che smaniosamente cercano di portarsi a casa un piccolo pezzo di storia. Come se non bastasse molti non riescono a resistere alla tentazione di lasciare un segno del proprio passaggio, che sia una scritta, un disegno o quant’altro.
La situazione è peggiorata al punto che le autorità berlinesi hanno annunciato di voler apporre una recinzione protettiva intorno al muro per impedire alle persone, chiamate “i picchi”, di danneggiare ulteriormente le parti rimaste. La porzione di muro più colpita, che è anche la più lunga, è la East Side Gallery, un monumento commemorativo ricoperto di murales recentemente restaurato grazie un progetto da due milioni di euro.
Le autorità hanno intenzione di issare dalla fine di quest’anno una recinzione di metallo molto alta, per tenere alla larga i turisti più accaniti. Basterà la rete a fermare la caccia al souvenir? (Giulia Testa)












