-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
È considerato da molti il fratello minore del Turner Prize, di cui i giurati sono stati in passato vincitori, o comunque finalisti. È il Beck’s Futures prize, che dal 2000 assegna annualmente un riconoscimento di 20mila sterline ad un giovane artista inglese. Tredici i finalisti dell’edizione 2006 – Blood ‘n’ Feathers (Jo Robertson & Lucy Stein), Pablo Bronstein, Stefan Brüggemann, Richard Hughes, Flávia Müller Medeiros, Seb Patane, Olivia Plender, Simon Popper, Jamie Shovlin, Daniel Sinsel, Matt Stokes, Sue Tompkins, Bedwyr Williams – che da quest’anno presentano – fino al 14 maggio – i propri lavori in tre mostre, all’Institute of Contemporary Art di Londra, al Centre for Contemporary Art di Glasgow e all’A-Bond Building di Bristol. La giuria, formata da soli artisti, vede in lizza alcuni dei miti della recente arte inglese, da Martin Creed a Gillian Wearing, dai Chapman Brothers a Yinka Shonibare. Ma il voto è aperto anche al pubblico, con un premio nel premio, estratto fra coloro che partecipano: in palio fra l’altro una bottiglia di Beck’s in edizione limitata, disegnata da Shonibare. Basta poco, per sognare…
http://www.becks.co.uk/futures/
[exibart]










well done Pablo and Olivia..
a hug from Milan…