Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Nasce a Bologna la prima galleria d’arte africana della città, con un’ampia zona espositiva ed una vetrina aperta al pubblico. NerA propone sculture, gioielli e tessuti provenienti da varie parti dell’Africa, collocandosi in un determinato segmento di mercato –spesso lasciato un po’ ai margini di quello tradizionale- che include opere suddivise fra copie e copie re-interpretate da artisti contemporanei, degne di pari riconoscimento estetico rispetto agli originali (beni artistici archeologici e opere storiche).
Il pubblico di NerA potrà ammirare ed acquistare copie fedeli e autenticate dall’uso, ma anche re-interpretazioni autoctone e arte contemporanea africana di artisti indigeni emergenti.
opening: 22 ottobre 2005, ore 17.30
NerA, Bologna – Majorana 9/A
orari: dal mercoledì al sabato h. 10-13 e 16-20; domenica h. 17-20; lunedì e martedi chiuso
info: tel. +39.051.19982262
[exibart]










Strano che questa sia la prima. Ne avevo sempre vista una in via Fondazza.
guarda che quella in via fondazza fa tutto meno che mostre d’arte africana! …ma non recensisci le mostre di bologna…?
conoscenze del territorio zero.
Ammetto che non ci vado da un pò di tempo. Ho vissuto per qualche mese in via Fondazza, quasi due anni fa, e da quell’esperienza evito accuratamente di tornarci pure solo a passare. Ma sono sicura che almeno per quei mesi si trattava di arte africana. Se non ti risulta si vede che poi avrà cambiato genere o magari sarà stata una fase breve come la mia permanenza lì.
Carolina Lio