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Qual è la città migliore per produrre arte nel 21esimo secolo? A questa domanda cerca di rispondere Artnet, che ha stilato una classifica sulla base di un’analisi costi-benefici. New York e Londra, per esempio, sono certamente tra le città più costose, ma d’altra parte offrono la possibilità di creare un network sociale e commerciale da non sottovalutare.
Altri luoghi si presentano come più convenienti, sia in termini di costo della vita, che in virtù dell’esistenza di vantaggiosi sistemi nazionali di assistenza. Le borse per gli artisti in Francia, Olanda e nella penisola Scandinava sono tra le migliori che si possano sperare, ma Oslo si distingue in particolar modo. La Norvegia prevede un buon sistema di aiuti finanziari per gli artisti, anche se i tagli di budget sono una costante minaccia. C’è da aggiungere inoltre che benché il governo norvegese sostenga molto la creatività, non fa lo stesso per la crescita commerciale del settore. Sembra infatti che non ci siano sufficienti gallerie rispetto al numero degli artisti.
Da questo punto di vista gli artisti belgi (in home page Bruxelles) non possono di certo lamentarsi: qui non scarseggiano i galleristi, c’è un sistema di assistenza finanziaria impeccabile, ottimi trasporti che collegano il paese a tutta l’Europa e un discreto numero di collezionisti. In Belgio non esistono solo le borse di studio per sostenere l’attività degli artisti, ma anche un sistema di tassazione agevolato. Questo modello ha portato artisti da tutto il mondo a Bruxelles, agevolando sia la crescita commerciale che un incremento della creatività. Città del Messico (foto sopra) si distingue invece per lo sviluppo organico: il Paese sta infatti velocemente diventando il cuore artistico dell’America Latina e sta attirando sempre di più l’attenzione della scena artistica internazionale. E voi, dove vi trasferireste?














