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Il recupero in Ucraina dei 17 capolavori sottratti al museo di Castelvecchio, a Verona, la riconsegna di due preziosi tondi del XVII secolo alla Fondazione per l’Istruzione Agraria, a Perugia, la confisca, nell’ambito dell’inchiesta Mafia Capitale, dell’incredibile collezione, da Correggio a Mimmo Rotella, messa insieme da Massimo Carminati, sono solo alcuni tra gli episodi positivi, vanto del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.
Secondo il Ministro Dario Franceschini, il Comando è tra i punti di riferimento nel panorama internazionale in materia di tutela del patrimonio storico-artistico. I furti d’arte sono in costante diminuzione dal 2011, mentre si intensifica l’attività di recupero di oggetti rubati o contraffatti, con le operazioni del 2016 cresciute del 171% per quanto riguarda il ritrovamento di documenti antiquariali, archivistici, librari, archeologici e paleontologici. 94mila sono i beni recuperati nel corso del 2016 dai Carabinieri, per un valore di 54 milioni di euro, ai quali se ne devono aggiungere 57, relativi ai 799 falsi sequestrati, e altri 14, per il sequestro di immobili di valore culturale o di beni paesaggistici. Un bilancio che ha avuto una svolta positiva negli ultimi tempi ma che si avvale di cinquant’anni di esperienza maturata sul campo. Non ultimo tra gli obiettivi prefissati, ci sono la task force Unesco Unite4Heritage e la risoluzione Onu 2437 per la salvaguardia dei beni culturali nelle zone di conflitto. L’Italia conferma la grande attenzione per la valorizzazione, con il crescente numero di visitatori nei musei e nei luoghi della cultura ma non tralascia il versante della tutela, elemento centrale in materia di beni culturali.










