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Lo abbiamo ricordato nella nostra news dedicata alla preview delle aste dell’altra sera: i nostri italiani li vogliono tutti, perché almeno in questo siamo eccellenti. O per lo meno lo siamo stati, visto che ieri sera nell’Italian Sale di Christie’s si sono incassati qualcosa come 34 milioni di euro (27 milioni e 584mila sterline) per un totale dell’88 per cento di lotti venduti.
La riconferma (se sei record totali), arriva per Alighiero Boetti – forse un poco la star di questa Frieze week fuori dai Padiglioni di Regent’s Park, che per la sua Colonna del 1968 incassa 2 milioni e 434 sterline. Al secondo posto un Achrome del sempre immortale Piero Manzoni, che raccoglie 2 milioni e 322mila sterline, e a scendere Burri, Fontana, di nuovo Boetti con una mappa dal fondo verde e diversi Castellani.
Gli altri record però sono per Bonalumi a 386mila sterline e il suo Rosso del 1969, Piero Dorazio a 278mila sterline con Sottovoce bleu, Carla Accardi a 170mila con il suo Verderossogiallonero, tempera su sicofoil del 1967, Marina Apollonio e la sua Dinamica Circolare 4 a 92mila (su stima alta di 40mila), e Nanda Vigo a 52mila sterline per un suo Cronotipo.
Mariolina Bassetti, Presidente di Christie’s Italia: «L’Italian Sale continua ad offrire eccezionali opere di arte moderna e contemporanea, che continuano ad attrarre un pubblico sempre più internazionale. Siamo lieti che il gruppo di opere di Alighiero Boetti abbia realizzato un totale di 4 milioni e 800mila sterline. I numerosi prezzi record fissati dimostrano la crescita graduale e sana dell’arte del dopoguerra e contemporanea italiana, anche nei confronti di artisti che sono relativamente nuovi per il mercato delle casa d’asta come Paolo Scheggi e Marinoa Apollonio. Combustione Plastica di Alberto Burri, un vero capolavoro dell’arte italiana del XX secolo, ha giustamente suscitato grande interesse e ha raggiunto un prezzo impressionante in vista della grande retrospettiva che il Guggenheim Museum dedicherà all’artista nel 2015». L’opera è stata infatti battuta a 1,5 milioni di sterline. Viva l’Italia!











