05 aprile 2018

Che vestito indossa Museion? Il pubblico deciderà il video da proiettare sulla facciata

 

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Ti senti pronto per assumere la responsabilità di scegliere il vestito giusto per Museion? Allora puoi partecipare a “I love Media Façade”, iniziativa con la quale il pubblico potrà decidere quale video sarà proiettato sulla facciata mediale dell’avveniristico museo d’arte contemporanea di Bolzano, progettato dagli architetti dello Studio KSV di Berlino. In gara, tutte le opere presentate nella rassegna a cura di Frida Carazzato: Made in Italy, di Yuri Ancarani, in cui un aereo fa sventolare uno striscione rosso con una scritta in caratteri cinesi, Evoke Provoke (the border), di Stefano Cagol, con protagoniste le atmosfere del Circolo Polare Artico, Large Glass Editing, di Hilario Isola e Matteo Norzi, dove il Museion è trasformato in un enorme acquario, La Gabbia, di Brigitte Mahlknecht, che gioca sull’inganno ottico tra il fuori e il dentro, Art Theft Reversed, di Sissa Micheli, che racconta la storia di una donazione non corrisposta, quando il MoMA, nel 1956, rifiutò un’opera di Andy Warhol, e Mut for Love, dello Studio Mut di Bolzano, in cui sono esposte lettere d’amore, brevi poesie, haiku e richieste di matrimonio provenienti da tutto il mondo. 
Il video preferito può essere votato sulla pagina Facebook del Museion, dal 3 al 23 aprile, mentre gli estratti sono visibili sul canale Youtube. Il video vincitore sarà proiettato per tutto il mese di giugno, nei giorni 5, 7, 12, 14, 19, 21, 26, 28, dalle 22 alle 23.30. «L’iniziativa è parte di una serie di eventi in occasione dei dieci anni nella sede di Piazza Piero Siena. Oltre agli appuntamenti artistici, che mostrano le diverse anime di Museion, per questa occasione stiamo preparando delle iniziative per coinvolgere attivamente il pubblico, lasciando che siano i nostri visitatori e visitatrici a raccontare il museo attraverso il loro sguardo. In questo senso, invitiamo tutti a continuare a seguirci nelle prossime settimane», ha commentato la direttrice Letizia Ragaglia. Un nuovo atto nel processo di apertura e inclusione intrapreso dal museo, dopo aver presentato, nei giorni scorsi, Pierrot, il nuovo chatbot trilingue con il quale i visitatori possono acquisire informazioni sulle opere in esposizione, in maniera dinamica e smart. 
In alto: Foto di Luca Meneghel

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