28 marzo 2014

Cheryl Donegan dello scandalo. A margine della polemica bolognese sul “bollente” video “Head” messo in mostra da Golinelli

 

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Head di Cheryl Donegan, in mostra a Palazzo d'Accursio

Fino a poche settimane fa è stato in mostra alla Triennale, nella mostra annuale organizzata da Fondazione Golinelli “Gola. Arte e Scienza del Gusto”. Poi la tappa bolognese, a Palazzo D’Accursio, nell’ambito della rassegna “La scienza in piazza”. E si è aperto il cielo, perché Cheryl Donegan, artista americana classe 1962, è stata definita come l’autrice di un video doppiamente pornografico, perché allusivo. Head, che mostra una donna intenta a raccogliere latte dal foro di un flacone e ad intervalli a cercare di rimetterlo dentro il contenitore con il solo uso della bocca, creando un divertente cortocircuito tra sessualità, facoltà umane, gioco infantile, è rimbalzato su tutti i media come «Il filmato della signora che si dà al sesso orale con il latte. Siamo alla frutta», secondo Valentina Castaldini del Nuovo Centrodestra. Una posizione moralizzante che ha preso anche il PD (e quando mai!) che la dice lunga, ancora una volta, su quanto l’arte sia la spina nel fianco per la coscienza degli adulti, e non certamente per i bambini (il pretesto per la tutela!) 
«Head rappresenta il legame fra le memorie dell’infanzia e la prima sensazione di piacere associata al nutrimento, metafora del sacro e santo rapporto fra madre e figlio che passa attraverso un gesto innocente», ha dichiarato il direttore generale di Fondazione Golinelli Antonio Danieli.
Una vera e propria bagarre comunale, dove berlusconiani e leghisti accusano la sinistra di mettere in piazza film degni di Tinto Brass (che bel coraggio!), e dove anche alcuni consiglieri del PD intimoriti chiedono di rimuovere l’opera, posizionata in una sala dove ogni giorno passano le scolaresche in visita. Oltre al lato decisamente pecoreccio di tutta la vicenda, andrebbe anche ricordato ai moralizzatori di destra e sinistra che alcuni eventi riescono a dare lustro al comune e ad attirare pubblico, proprio grazie alle garanzie firmate Fondazione Golinelli, che fa sapere che le obiezioni sull’opera della Donegan non sono condivisibili
Dopo l’oscuramento dell’opera, una nuova conferma: il video da oggi sarà di nuovo visibile a Palazzo d’Accursio. «Siamo esterrefatti che nella città di Bologna possano ancora esistere valutazioni così retrive sul piano culturale che possono mettere a rischio un corretto rapporto democratico con il pluralismo delle idee. Questo episodio ci incoraggia ancor più a proseguire nel nostro lavoro a sostegno dell’educazione culturale dei giovani offrendo loro, anche attraverso una mostra, una visione globale del mondo», riporta Danieli. Il mondo dell’arte e della cultura ringrazia, con buona pace di quell’Italia che per rubare le sedie ai vertici è disposta ad attaccare anche un cartone di latte bucato o, peggio ancora, chi crede davvero che alcune immagini possano turbare più di altre i più piccoli: nessuno dei Consiglieri ha visto la “scientifica” Body Worlds? Quella che effetto fa sui bambini?

1 commento

  1. Non sanno più cosa inventarsi i politici. Quest’opera è già stata esposta per mesi a Bologna alcuni anni fa presso la sede della Galleria d’Arte Moderna piazza Costituzione zona Fiera, poi MAMBO, all’inizio del primo mandato di Gianfranco Maraniello e allora nessuno disse niente, perché non c’è niente da dire nel senso che intendono i politici.
    Povera Italia.
    giacinto

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