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Miami punta sull’arte con un finanziamento di 7 milioni e mezzo per restaurare ed espandere il Bass Museum, lavori che seguono quelli del 2000 ad opera di Arata Isozaki e del suo partner americano David Gauld. L’edificio, costruito nel 1933, ha visto una crescita esponenziale di visitatori dopo l’espansione del 2000 e l’arrivo in città di Art Basel e delle fiere collaterali, raddoppiando il numero di visitatori in 5 anni, fino a raggiungere il record di 65mila persone nel 2014. Proprio durante la fiera lo scorso anno il museo ha realizzato una mostra sulla collezione del celebre architetto Peter Marino. Con questi fondi, il museo aggiungerà alla sua struttura esistente, che occupa circa 10mila metri quadrati, un’area di 3 mila metri quadrati, con una terrazza ed un cortile vetrato. saranno aggiunte due gallerie, per un totale di cinque e anche due aule studio, per un totale di tre. Secondo la direttrice del museo Silvia Karman Cubiñá, questi cambiamenti erano necessari, e dovuti soprattutto al cambiamento della funzione delle strutture museali. ‹‹Quando il Bass Museum è stato costruito, i visitatori venivano qui alla ricerca di calma, in contemplazione, per poi uscire e immergersi nella vita cittadina, ora invece i Musei sono anche luoghi di intrattenimento, dove poter bere un caffè, fare shopping o portare i figli dopo la scuola per delle lezioni››.
Il museo resterà chiuso per un anno, a partire da oggi, ed il progetto, realizzato ancora una volta da Isozaki e Gauld, sarà pronto entro l’agosto del prossimo anno, giusto in tempo per l’edizione 2016 di Art Basel.










