01 novembre 2007

Ci pensano in America. L’archivio di Leo Castelli non andrà disperso

 

di

Leo CastelliDi nuovo Leo Castelli. Dopo la biografia fresca di stampa pubblicata per l’Italia da Alan Jones, rilanciata dalla scomparsa a New York, nei giorni scorsi, dell’ex moglie eccellente Ileana Sonnabend, stavolta le novità arrivano da Washington D.C.. Lo Smithsonian Institution Archives of American Art ha infatti annunciato di aver acquisito l’archivio completo della leggendaria Leo Castelli Gallery. Si tratta forse del pezzo più pregiato di storia dell’arte americana di sempre, degli anni tra il 1957 e il 1999. Tra le carte, corrispondenze con artisti del calibro di Dan Flavin, Jasper Johns, Bruce Nauman e Robert Rauschenberg e tanto altro. Rimarchevole la lungimiranza dello Smithsonian, che si candida a diventare uno dei poli mondiali per la ricerca sull’arte del ‘900. L’archivio Castelli andrà ad integrare infatti una collezione che comprende già gli archivi delle gallerie Paula Cooper, Andre Emmerich e Dowtown. Un’attenzione che l’Italia ha più volte dimostrato di non avere, valga su tutte la vicenda dell’Archivio Marinetti, che di fronte al disinteresse italiano prese anni fa la via degli states… (a. s.)

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4 Commenti

  1. Noi riceviamo dall’America i reperti archeologici per gettarli nei depositi dei musei; LORO acquistano l’archivio di Leo Castelli per farne oggetto di studio e divulgarlo al pubblico.
    Questa e’ la vera differenza tra NOI e LORO !!!

  2. Che l’America, come la Francia, abbia acquistato e reso disponibili agli studiosi notevoli fondi archivistici è una cosa nota ed estremamente positiva, ma anche l’Italia si muove in questo senso: basti ricordare il caso dell’università di Parma dove presso lo CSAC si conservano interi archivi di architetti (basti ricordare quello di Gio Ponti), stilisti (Versace, Ferre, Armani e moltissimi altri), alcune opere d’arte di maestri italiani e pezzi di design (tra cui l’intero archivio di Nizzoli) o il caso della Fondazione Mondadori a Milano che raccoglie importanti fondi di scrittori (Guareschi, Testori), ma si potrebbero citare altri esempi diffusi sulla penisola; nel caso di Parma la maggior parte degli archivi sono stati donati dagli stessi interessati o dai loro eredi dimostrando un grande senso civico, ma molte volte lo Stato italiano interviene acquistando alcuni fondi documentari di notevole interesse. Il problema dei reperti che ci devono restituire è un problema che riguarda furti commessi in maniera illecita e se anche fossero conservati in depositi,ma dato l’importanza almeno di alcuni reperti non credo proprio, è giusto che ci vengano restituiti. Non mi sembra quindi che ci sia grande differenza “tra noi e loro”, l’archivio Castelli è formato in America ed è giusto che li rimanga.

  3. è sconvolgente vedere come il nostro sistema ancora si presenti assopito e lento, troppo lento per vedere come altri paesi nettamente piu giovani tengano alla loro storia quasi “decennale”, più di noi. verie possibilità si presentano alla luce di nuove scoperte,e il nostro stato preferisce chiudere dottorati di ricerca o non investire o concedere finanziamenti,che cercare cio che ci appartiene veramente; troppo lenti e svogliati per far ritornare nella nostra terra un pezzo di storia italiana e non solo che ha cambiato le sorti dell’arte americana ,partendo dalla nostra letteratura, ma che fonda le sua mani nelle nostre terre. noi storici dell’arte potremmo veramente portare la cultura italiana a livelli mai visti se solo chi di competente facesse realmente il mestiere per cui è stato eletto.

  4. “”CI PENSANO IN AMERICA. L’archivio di Leo Castelli non andrà disperso””…
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    NOI DI MediterraneArtePura-Atelier di Vittorio Del Piano ci domandiamo…

    …in Italia come mai il MIBAC non compie simili “interventi”? A parte l’ARCHIVIO di Marinetti… ed altri (vedi le carte e i “taccuini degli appunti” – degli esperimenti scientifici legati alla pesca e analisi scientifiche – del prof. CERRUTI, il fondatore dell’Istituto Talassografico del CNR di Taranto, dove finiranno? In quali mani sono ora dopo la dipartita dell’unica figlia dello scienziato Cerruti? La unica figlia 90enne, ammalata, risiedeva in Versilia, la cui villa dove viveva – tra tutte le sue cose e quelle del padre – sono state prese, diciamo (sottratte)indebitamente pare?… Dalla “badante locale” con tutto l’arredo, le carte e la Villa…
    Ma, quale autorità è tenuta ad intervenire in tali circiostanze e chi deve provvedere? La Guardia di Finanza? I carabinieri? Il Ministro Bondi del MIBAC?

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    MANCA UNA LEGGE APPOSITA VINCOLANTE?
    Ma, ciò fa capire la mancanza di leggi? O che
    “i politici italiani – addetti alle cose dell’arte (Ministero/MIBAC – Ministero/MIUR & AFAN – ecc.), non capiscono l’importanza e il valore culturale e scientifico degli archivi “andati” al di fuori dell’Italia (o in smembramenti… operati da gentaglia senza scrupoli?), è come buttarli al macero o alle ortiche e sottrarli in tal modo allo studio, al patrimonio dello Stato, degli studiosi e addetti ai lavori? Quale impegno è profuso al recupero delle opere d’arte trafugate dall’Ialia “svendute di contrabbando” nei musei all’estero?
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    “LA DEA IN TRONO DI TARANTO? LA PERSEFONE GAIA”

    Un esempio eclatante è la “DEA IN TRONO DI TARANTO” – la statua scolpita a Taranto è detta anche “La Persefone Gaia” – opera cultuale dell’arte magno greca (III-IV sec.
    A. C.) – un marmo d’immenso valore artistico/storico, un’opera d’arte unica al mondo – sin dal lontano 1911/1912 fa bella mostra in una grande sala del “Pergamonmuseum” di Berlino.
    Al Ministro del Tesoro Tremonti non lo ricordano e non dicono nulla né il Ministro Bondi del MIBAC né il Ministro del MIUR/AFAM Gelmini?
    Oltretutto è incredibile: non possono arrivare a pensare che queste opere sono dei veri “TESORI” di Stato?
    Non saper far nulla è un vero sacrilegio!

    TANTE VOLTE ABBIAMO SOLLECITATO UN AUTOREFOLE INTERVENTO PER LA “PERSEFONE GAIA” A BEN TRE PRESIDENTI DELLA REPUBBLICA ITALIANA… E SOLO IL NOSTRO ATUALE CAPO DELLO STATO GIORGIO NAPOLITANO HA PROVVEDUTO AD INTERESSARE IL SUO CONSIGLIERE IL PROF. GODARD CHE, CORTESEMENTE CI HA RISPOSTO MA, ANCORA NON SI VEDE ALCUN SEGNALE…


    – MediterraneArtePura-Atelier
    di VITTORIO DEL PIANO –
    – Tel/MOBILE: 328-318.77.13
    – E-mail: delpiano.artepura@libero.it
    – GROTTAGLIE/TARANTO (Italia)

    “”CI PENSANO IN AMERICA. L’archivio di Leo Castelli non andrà disperso””…
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    …in Italia come mai il MIBAC non compie simili “interventi”? A parte l’ARCHIVIO di Marinetti… ed altri (vedi le carte e i taccuini degli appunti degli esperimenti scientifici legati alla pesca e analisi scientifiche del prof. CERRUTI, il fondatore dell’Istituto Talassografico del CNR di Taranto, dove finiranno? In quali mani sono ora dopo la dipartita dell’unica figlia dello scienziato Cerruti? La unica figlia novantenne, ammalata, risiedeva in Versilia, la cui villa – dove viveva tra tutte le sue cose e quelle del padre – sono state prese indebitamente?.. Dalla badante con tutto l’arredo, le carte e la Villa… Ma, ciò fa capire la mancanza di leggi? O che “i politici italiani – addetti alle cose dell’arte (Ministero/MIBAC – Ministero/MIUR & AFAN – ecc.), non capiscono l’importanza e il valore culturale e scientifico degli archivi “andati” al di fuori dell’Italia (o in smembramenti… operati da gentaglia senza scrupoli?), è come buttarli al macero o alle ortiche e sottrarli in tal modo allo studio, al patrimonio dello Stato, degli studiosi e addetti ai lavori? Quale impegno è profuso al recupero delle opere d’arte trafugate dall’Ialia “svendute di contrabbando” nei musei all’estero?
    Un esempio eclatante è la “DEA IN TRONO DI TARANTO” – la statua scolpita a Taranto è detta anche “La Persefone Gaia” – opera cultuale dell’arte magno greca (III-IV sec. A. C.) – un marmo d’immenso valore artistico/storico, un’opera d’arte unica al mondo – sin dal 1911 è nel “Pergamonmuseum” di Berlino. Al Ministro del Tesoro Tremonti non lo ricordano né il Ministro Bondi del MIBAC né il Ministro del MIUR/AFAM Gelmini e oltretutto possono non pensare che queste opere sono dei veri “TESORI” di Stato?

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