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Male informati o conti senza l’oste? Di certo oggi più di una voce lamentava che, nonostante l’invito di preview della mostra “When Attitudes Becom Form” a Cà Corner della Regina, sede della Fondazione Prada, ci si è visti sbattere le porte in faccia. A chi chiedeva spiegazioni le risposte date sono state evasive: evento privato tra le pareti della Fondazione. Di cosa si trattava? Di tutto il gotha del mondo dell’arte italiano, ma soprattutto internazionale, riunito alla cospetto dei padroni di casa e di Germano Celant (altra star di questa Biennale, con tre curatele all’attivo -Quinn alla Fondazioni Cini e Vedova-Lichtenstein alle Zattere). Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, Presidenti di Fondazione Prada, hanno accolto un gruppo di ospiti selezionati per celebrare in anteprima l’apertura della mostra “When Attitudes Become Form: Bern 1969/Venice 2013”.
Volete sapere chi c’era? Se siete patiti del jet set potete iniziare a impallidire, se questi eventi vi sembrano poco “democratici” e per niente politically correct in epoca di crisi potete chiudere qui.
Ma ecco l’evento dei grandi invitati, che inizia ovviamente con Massimiliano Gioni. Seguono a ruota Nicholas Serota e Chris Dercon della Tate, Alain Seban e Alfred Pacquement, dal Centre Pompidou, l’head del MET Thomas Campbell, dal MoMA Marie-Josée e Henry Kravis e Klaus Biesenbach, Richard Armstrong direttore del Guggenheim New York, Michael Govan, dal LACMA, raccolto da Pinaul per “Prima Materia”, Jeffrey Deitch, François Pinault, Victor Pinchuk, Giovanna Melandri, Jean Paul Engelen del Qatar Museums Authority, Suzanne Pagé, Louis Vuitton Foundation, Ginevra Elkann, Francesco Bonami e Hans Hulrich Obrist, e tutti i partecipanti alla mostra: Daniel Buren, Jan Dibbets, Rafael Ferrer, Stephen Kaltenbach, Joseph Kosuth, Gary Kuehn, Ger van Elk, Lawrence Weiner, William T. Wiley, Gilberto Zorio. Manca qualcuno? Si, i nomi di Damien Hirst, Cindy Sherman, Francesco Vezzoli, Anish Kapoor, Tacita Dean, Marc Quinn e Olafur Eliasson, Larry Gagosian, Giò Marconi, Jay Jopling e i collezionisti Peter Brant, Maja Hoffmann, Stefano Tonchi, Franca Sozzani e Afef Tronchetti Provera. Vita da Biennale.








