25 agosto 2015

Costa quattro milioni, ma è un rudere. Storia sfortunata per la villa che ospitò Leon Trotsky a Istanbul, che nessuno vuole

 

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Che splendida villa, sarebbe, e che storia: fu occupata dal marxista rivoluzionario Leon Trotsky, dopo il suo esilio da Mosca, espulso da Stalin. 
Pensate, è anche in vendita, per soli 4 milioni e 400mila euro. E che saranno mai, per una dimora di tre piani, con 18 camere e 5 bagni, e una superficie calpestabile di 3mila e 600 metriquadrati più un grande parco? Quasi nulla.
Peccato che qui, in questa villa sull’isola di Büyükada, nel Mar di Marmara, destinazione popolare per escursioni giornaliere e accessibile tramite traghetto dalla metropoli turca, non ci voglia venire nessuno!
Eh già, perché la casa di Trotsky è un rudere, dopo anni di abbandono. Il rivoluzionario visse qui per quattro anni con la sua seconda moglie, Natalia, e suo nipote, Sieve, per poi trasferirsi in Messico. 
Una bella architettura allo sfascio come ha ricordato Mustafa Farsakoglu, ex sindaco di Büyükada: «Se il ministero della cultura potesse metterci i soldi, l’edificio potrebbe essere acquistato, restaurato e trasformato in un centro culturale o in un museo. Si tratta di un antico palazzo e chi comprerà non avrà il diritto di trasformarlo in un hotel, in appartamenti o in un ristorante». Sarà proprio questo che frega? Per ora, quello che se ne frega di più, è il proprietario, che ha lasciato morire questo splendido luogo.

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