Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Ieri è iniziato il secondo “Crash Test” di ȾɍW.O.W.Ҍ., progetto a cura di Simona Squadrito, che questa volta ospita quattro artisti riuniti a presentare una ricerca comune iniziata in Turchia: Giacomo Gerboni (Parma, 1990), Filippo Marzocchi (Forlì, 1989), Mattia Pajè (Melzo, 1991) e G. Olmo Stuppia (Milano, 1991) compiranno dall’1 al 3 aprile una serie di azioni rituali in alcuni luoghi specifici della città di Milano. Rivestendo il ruolo di veri e propri officianti, in questa prima giornata i quattro artisti hanno dapprima distribuito dei bicchieri di latte a studenti, professori e passanti, nel cortile dell’Accademia di Belle Arti di Brera, e in seguito versato una tanica di latte da dieci litri direttamente nel fiume Seveso, all’interno del bosco di Bruzzano.
Il latte e i suoi derivati rappresentano l’elemento simbolico dominante di questa grammatica rituale usata per nutrire e ringraziare la città. Gli artisti intendono infatti ridare simbolicamente fertilità a un tessuto urbano logoro e deteriorato.
Le tute bianche che ricoprono interamente i corpi degli artisti costituiscono un chiaro segno di riconoscibilità, così come il bastone – su cui è stato innestato un flacone di latte – che è sorretto durante ogni rito. L’impianto estetico, punto cardine del linguaggio rituale, risulta pertanto molto accurato, ogni elemento si dispone nella performance assumendo una chiara valenza simbolica.
Solo accidentalmente sarà possibile assistere a questa serie di azioni: esplicita richiesta degli artisti è stata infatti quella di non rendere interamente note le loro coordinate temporali e spaziali. Tale scelta risponde alla volontà di rivolgersi a un pubblico nato spontaneamente, una comunità di spettatori involontari a cui è lasciata piena libertà nello scegliere se seguire o meno la processione in atto.
Le uniche informazioni disponibili riguardano il giorno e il luogo delle prossime azioni, ma non gli orari. Giovedì 2 aprile: Anfiteatro del parco Sempione / Parco delle cave; Venerdì 3: Ex stazione Naviglio Grande / Planetario di Porta Venezia. (Dario Giovanni Alì)












