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Che cosa porta il vento che spazza il fronte mare di Genova? Da oggi potremo immaginarlo lasciandoci cullare dalle altalene della Piazza del Vento, il nuovo intervento progettato dallo studio d’architettura OBR di Paolo Brescia e Tommaso Principi, fortemente voluto da Ucina Confindustria Nautica con il supporto di Spim, per la 57° edizione del Salone Nautico genovese, che si è svolto dal 21 al 26 settembre. 57 alberi in legno di cedro rosso e acciaio bianco, alti 12 metri e strallati tra loro con sartie, si inseriscono nell’ambito della risistemazione del waterfront di Levante, come disegnato da Renzo Piano. Sulla sommità sono sistemati dei tessuti che danno evidenza alla direzione e all’intensità del vento, che agita anche le altalene doppie ricavate tra gli alberi, «un’installazione multisensoriale e collettiva, nata per un evento temporaneo e che diventa un’opera pubblica permanente, in cui celebrare il rito dell’urbanità sul mare», ha spiegato Brescia. Ancora il vento è protagonista di una seconda installazione, frutto della collaborazione tra il musicista Roberto Pugliese e gli architetti Margherita Del Grosso e Matteo Orlandi, che hanno disposto un sistema di canne d’ottone di diversa lunghezza lungo un preciso schema spaziale, per restituire le sonorità del mare. E per sottolineare l’apertura alla collettività, il poeta Ivan Tresoldi, con il suo gruppo Artkademy, ha realizzato una performance insieme al pubblico del Salone Nautico, creando l’anamorfosi: Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo.










