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Siamo usi a parlare in larghissima parte di residenze e premi dedicati ad artisti, ma che ne è della figura del curatore? Se è certamente vero che negli ultimi tempi sono aumentate anche per loro open call per progetti e varie forme atte alla promozione di linee teoriche, non si assiste comunque ad una esplosione del fenomeno. Eppure vi segnaliamo qui un nuovo concorso, per chi le mostre le vuole “assistere”, lanciato dall’Akbank Art Centre di Istanbul.
L’Akbank Sanat International Curator Competition, prima edizione proprio quest’anno, premio nato anche per implementare l’attività del centro, ha visto l’arrivo di oltre cento application da parte di altrettanti curatori, giunte da una moltitudine di Paesi, non solo tra quelli del Bacino del Mediterraneo ma anche da Brasile, Canada, Finlandia, Giappone, Messico, Svizzera, Ucraina, Stati Uniti e anche Italia. Dopo un lungo periodo di revisione e valutazione da parte della giuria, composta da Jack Persekian, Direttore e Curatore capo del Palestinian Museum, Francis McKee, Direttore del Centro di Istanbul e dal curatore indipendente Basak Senova, il progetto della messicana Alejandra Labastida è risultato il vincitore perché “stimolante e ben articolato, in particolare per la sua attenzione alle strategie artistiche di appropriazione, citazione, traduzione e ricreazione di pezzi storici e di eventi, eppure abbastanza aperto per consentire al lavoro dell’artista di essere al centro della mostra e di non scomparire nella post-produzione”.
Sviluppato e coordinato da Basak Senova, il concorso ha lo scopo di fornire supporto per curatori emergenti, rafforzare l’interesse nelle pratiche curatoriali e incoraggiare nuovi progetti nel campo del visivo contemporaneo. La proposta della Labastida sarà realizzata dal museo a partire dal prossimo febbraio. Nata nel 1979, è stata assistente curatore al Padiglione messicano della 54esima Biennale di Venezia. Attualmente è curatore associato al MUAC, Museo Universitario di Arte Contemporanea di Città del Messico, dove ha allestito anche una mostra dedicata all’Arte Povera.









