30 ottobre 2007

Curatori italiani contesi, Paola Morsiani (e il marito Luca Buvoli) da Houston a Cleveland

 

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Paola MorsianiLa vicenda coinvolge inopinatamente anche Luca Buvoli, l’italiano-in-Amerika investito da improvvisa popolarità quest’estate alla Biennale di Venezia, dove la sua installazione apriva il percorso all’Arsenale. E che ora dovrà aprire studio a Cleveland, dividendosi nel lavoro con l’altro che ha a New York, all’East Village. Sì, perché Paola Morsiani, moglie di Buvoli e fin dal 1999 senior curator al Contemporary Arts Museum di Houston, è ora passata – come informa un website della città dell’Ohio – a ricoprire lo stesso incarico al Cleveland Museum of Art, al termine di una battaglia a colpi di prebende e di benefit tipica delle dinamiche Usa. La Morsiani, che a Houston ha organizzato importanti mostre su artisti come Pipilotti Rist e Francesca Fuchs, a Cleveland programmerà mostre sul contemporaneo e guiderà l’espansione della collezione permanente del museo. Nata a Vicenza, dopo la laurea all’università di Padova la curatrice ha studiato Visual arts administration alla New York University, lavorando poi al Queens Museum of Art e al Carnegie Museum of Art di Pittsburgh.


[exibart]

2 Commenti

  1. Al di là della notizia, mi sembra sospettoso che un artista come buvoli (su cui non voglio esprimere opinioni) abbia partecipato alla biennale di venezia senza averne lo spessore per farlo. Quel buvoli,marito di paola,e che si ritrovava col direttore della biennale (storr),bellini e canevari a mangiare la matriciana a NY a casa di bellini. Canevari marito di Marina Abramovic e anche lui privo di un lavoro che giustifichi la sua ottenuta visisbilità.

  2. caro vabeh
    questa storia degli spaghetti all’amatriciana è partita dal solito Politi in una delle sue deliranti pagine delle lettere al direttore e tra un passaparola e l’altro mi pare si sia arricchita di ulteriori inverificati dettagli…
    ora sappiamo tutti bene che alla biennale la mente originale di Politi ci voleva solo chi mangia gli spaghetti all’amatriciana con Politi
    non mi pare che Buvoli abbia poi fatto una magra figura , probabilmente ha fatto meglio di quanto avrebbero fatto i soliti sopravvalutati (In patria)rappresentanti dei circoli in cui si mangia l’amatriciana con De Carlo, Guenzani, Artiaco, Kauffmann ecc. Cosa volevi alla biennale? Le foto e i disegni sgangherati di Berti, i superficiali reportage new global di Tuttofuoco, gli schizzi di Pessoli?l’impegno umanitario della Beecroft? Botto & Bruno? Luca Vitone?
    Esclusa l’onesta intervista di Exibart
    le riviste italiane su carta hanno colpevolmente e meschinamente oscurato Buvoli, se si eslude una nota assai critica scritta da Cavallucci su “Flash Art” nell’intento di guadagnarsi servilmente la stima del direttore della tristemente nota rivista: in questa nota Cavallucci dimostrava tra l’altro di non aver neppure capito il lavoro acrimoniosamente descritto!
    Forse dà fastidio che questa volta le varie mafiette che si spartiscono l’italico collo di bottiglia siano rimaste a casa
    (Guarda caso anche a Documenta)
    e sia stato scelto un connazionale indipendente che si èfatto una gavetta non da poco negli Stati Uniti esponendo più volte in posti diretti da persone più corrette dell’arrembante Cavallucci: Perchè non andate a controllare il curriculum di Buvoli prima di sparare le stesse cazzate che spara Politi?
    E non mi pare che Buvoli si sia servito del ruolo della moglie, cosa che invece non si può dire dalle nostre parti dove tra fidanzati amici e mogli è una vera marmellata senza vergogna!Comunque la partecipazione di Buvoli ha avuto foto e note positive da Artforum, , Art in America e Frieze e scusate se è poco! Qua in Italia gli invidiosi digrignano i denti e si accontentano di quanto passa “Flash Art”…..

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