04 luglio 2014

Da Braccialarghe a Franceschini, cordoglio dal mondo della cultura per la scomparsa del grande istrione dello spettacolo Giorgio Faletti

 

di

Giorgio Faletti
«Giorgio Faletti era un artista poliedrico e vivace che ha saputo toccare il cuore degli italiani. La sua opera ha attraversato gran parte del panorama nazionale della cultura e dello spettacolo regalando emozioni profonde ma anche intelligenti momenti di leggerezza. La sua scomparsa è particolarmente dolorosa». Queste le parole usate dal Ministro Dario Franceschini oggi, in occasione della scomparsa dello scrittore, attore, cantante e anche in parte pittore e sceneggiatore, Giorgio Faletti
Nato nel novembre 1950 ad Asti e scomparso oggi a Torino, Faletti non era propriamente legato alle arti visive, ma le ha solcate in altre direzioni, a partire dai suoi interventi al Derby di Milano negli anni ’70, con Pozzetto, Abatantuono, Teocoli, De Sica, fino al Drive In di Antonio Ricci, nella prima metà degli anni ’80. Rappresentava un’Italia (nei personaggi del poliziotto Vito Capozzo che in quelli di Suor Daliso) che seppur colorita trasudava di un’amarezza che non l’ha mai abbandonato, e che anzi gli valse anche un secondo posto al festival di Sanremo nel 1994, dove cantò la celebre ma un poco dimenticata Signor Tenente, ispirata alla strage di Capaci, dove ancora una volta l’umile figura del “servitore dello Stato” è protagonista di una rabbia che si scontra con il pregiudizio, la battuta facile. Ci riproverà anche nel 1995, con L’assurdo mestiere, canzone che però non ottenne il successo sperato, nonostante gli valse la vincita del Premio Rino Gaetano. Paroliere per Angelo Branduardi e Milva, venne colpito da un ictus nel 2004 dopo la pubblicazione del suo romanzo thriller d’esordio, Io uccido, tradotto in moltissime lingue e che vendette 4 milioni di copie, e fu anche attore nella commedia-cult dei 25enni di oggi Notte prima degli esami e anche in Baarìa di Tornatore
Al lutto partecipa anche l’Assessore alla Cultura di Torino Maurizio Braccialarghe, che ha ricordato: «La morte Giorgio Faletti lascia un grande vuoto nel mondo dello spettacolo e della cultura più in generale. Voglio ricordarne la grinta citando una frase del suo libro Fuori da un evidente destino [edito da Baldini Castoldi nel 2006 e ambientato in Arizona, dedicato agli indiani Navajos, e di cui Dino De Laurentiis doveva realizzare un film n.d.r]: “Ma il coraggio è anche questo. La consapevolezza che l’insuccesso fosse comunque il frutto di un tentativo. Che talvolta è meglio perdersi sulla strada di un viaggio impossibile che non partite mai”. Giorgio, ci mancherai».

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