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Una elegante dimora settecentesca, nelle cui sale si incontrarono grandi personaggi storici, finalmente, riapre le sue nobili porte. Si tratta di Palazzo Pallavicini, tesoro nascosto nel centro di Bologna, che sarà presto restituito alla città, per diventare una prestigiosa sede di mostre ed eventi culturali.
Il progetto, a cura della Pallavicini S.r.l, è stato presentato stamattina in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Deborah Petroni e Chiara Campagnoli, della Pallavicini S.r.l, e la storica dell’arte Elisabetta Landi, che ha studiato i vari trascorsi dell’edificio.
Il palazzo fu fatto costruire per i senatori Isolani e Alamandini, nei modi dell’architettura senatoria, con un grande scalone e con un salone delle feste, affrescato con scene mitologiche, nel 1690, da uno dei massimi esponenti della pittura barocca bolognese, Giovanni Antonio Burrini. Qui visse Gian Luca Pallavicini, Ministro dell’Impero asburgico, personaggio chiave della politica e della storia europea del Secolo dei Lumi. Qui passarono l’imperatore Giuseppe II d’Asburgo e suo fratello, il granduca di Toscana Pietro Leopoldo, l’imperatrice Maria Teresa d’Asburgo e il famoso cantante Carlo Maria Michelangelo Nicola Broschi, detto Farinelli. Vi dimorò anche un giovanissimo Wolfgang Amadeus Mozart, che si esibì, quattordicenne, nel salone. Nelle sale del Palazzo, Mozart compose alcune sue opere giovanili, il minuetto in mi bemolle maggiore K 94 e le antifone Cibavit eos e Quaerite primum regnum Dei. E oggi, di questa storia se ne può cogliere più di un barlume, grazie agli impegnativi lavori. Ma non ci si ferma qui, perché già è in programma la prima mostra, che aprirà il 22 settembre, dedicata a Milo Manara.










