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«Mi ricorda la gioia di essere bambino». Ma si tratta, e non ce ne vogliate, di uno dei risultati pittorici più fiacchi di Mister Hirst, che ha presentato oggi il suo Topolino sottoforma di spot painting.
«Ho ridotto la sua forma fino agli elementi di base di alcuni punti semplici. Spero che la gente continui ad amarlo anche così: è ancora immediatamente riconoscibile. Mickey Mouse è un’icona universale e potente».
Vernice lucida su tela, sarà messa all’asta di Christie’s il prossimo febbraio per raccogliere fondi per l’Associazione Kids Company. Hirst insomma, più che mai con questo “disegno” segue le orme dei suoi antecedenti colleghi, Andy Warhol in primis, e Roy Lichtenstein, che hanno dipinto a tempi alterni il celebre topo della Disney, e che ha fruttato loro un’aggiunta di popolarità.
Insomma, in questo caso più che un’opera d’arte, c’è l’incontro di una serie di emblemi che si sovrappongono, un surplus di storia dell’arte e del costume: «Prendendo il proprio linguaggio pittorico universalmente riconosciuto – i pois – e applicandoli in una composizione semplice ma sorprendente, l’immagine di Mickey mostra come i due elementi siano parte della nostra coscienza collettiva» ha detto Francis Outred, Head del Dipartimento dell’Arte Moderna e Contemporanea di Christie’s Europa, presentando l’interpretazione di Hirst. Per la pura «gioia del colore» come Hirst ha sempre definito la poetica dei suoi Spot, e per chi riuscirà ad apprezzarlo, Mickey sarà in mostra al pubblico in pre-asta dal prossimo 8 febbraio a Londra.














