24 gennaio 2019

Daniele Pitteri lascia il Complesso di Santa Maria della Scala. Si aspetta il nuovo bando

 

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A partire dal prossimo 1 febbraio, data di scadenza del suo mandato triennale, Daniele Pitteri lascerà la direzione del Complesso Museale di Santa Maria della Scala a Siena. La conferma, dopo una serie di ipotesi su una possibile proroga, è stata data da lui stesso con un post su Facebook in cui ringrazia i collaboratori e tutta la città di Siena per la bellissima esperienza. 
Una notizia che, pur rientrando nella logica della scadenza di un contratto, non può non destare perplessità sul mancato rinnovo, soprattutto alla luce degli straordinari risultati ottenuti alla guida del museo: i dati del 2018, resi noti proprio pochi giorni fa, sono chiari e mostrano un netto incremento rispetto all’anno precedente, che già era stato un anno record. Il numero di visitatori è salito a 203.274, con un miglioramento del 29,2%, mentre le presenze dei soli residenti sono aumentate del 23,7%. Tutto questo anche come conseguenza della destagionalizzazione favorita dall’organizzazione di mostre ed eventi culturali di alta qualità durante tutto l’arco dell’anno. 
Il lavoro fatto da Pitteri e dai suoi collaboratori ha portato il Santa Maria della Scala dall’essere, a inizio 2016, un contenitore bellissimo ma inerte, spoglio e con diversi problemi pratici, al diventare uno dei centri culturali più interessanti e attivi a livello nazionale, con margini di sviluppo, tra acquisizione di altre opere e recupero di nuovi spazi già in programma, davvero ampi. La particolare articolazione del luogo (si tratta di un ospedale medievale ampliatosi irregolarmente nel corso dei secoli) favorisce la poliedricità e riesce a valorizzare l’allestimento di progetti molto differenti tra loro: può far da cornice alla mostra su un pittore del Trecento come Ambrogio Lorenzetti così come può ospitare in maniera suggestiva un artista vivente come Li Chevalier (la cui mostra è stata prorogata ben due volte per il successo di pubblico). 
Sia da Pitteri che dal Comune di Siena ci sono state parole di reciproco ringraziamento. Purtroppo però l’impressione è che, come troppo spesso accade in Italia, quando cambia un’amministrazione, di qualunque orientamento politico, si cerchi di resettare anche quanto di buono è stato fatto in precedenza. Il merito, la competenza e i risultati ottenuti non sono mai elementi di valutazione. Nell’attesa che il nuovo sindaco Luigi De Mossi emani il bando per scegliere il prossimo direttore, e chiarisca la sua visione strategica per questo splendido luogo d’arte, non rimane che prendere atto che, ancora una volta, un percorso culturale finalmente virtuoso è stato, in qualche modo, interrotto. (Luca Liberatoscioli)

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