17 settembre 2016

Dentro il Cantiere, nella Sala delle Fatiche di Ercole. Palazzo Venezia apre le sue porte per un soffio, scoprendo quello che fu dichiarato un affresco del Mantegna

 

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Apertura straordinaria al pubblico, per una manciata di ore – fino alle 13 di oggi, per Palazzo Venezia e più precisamente per la Sala delle Fatiche di Ercole, il cui restauro è ora in atto grazie alla Fondazione Silvano Toti, che ha effettuato una donazione liberale dedicata alla causa, e che ha la direzione scientifica del Polo Museale del Lazio.
Collocata al piano nobile dell’edificio, era ufficialmente destinata alla custodia dei paramenti sacri del Pontefice e perciò detta anche Sala dei Paramenti. Dipinto da un artista anonimo, che in passato fu “tacciato” di essere Andrea Mantegna, di un allievo o di qualcuno che prese lo stile del grande pittore del Cristo Morto, altri hanno pensato invece possa essere opera di un miniatore della corte pontificia.
Fatto sta che si tratta, per stamattina, di un’occasione unica che prende forma grazie a L’OFFICINA, Consorzio di restauro e conservazione opere d’arte e diretto da Paolo Castellani, che ne sta studiando e consolidando intonaci e pitture, e che renderà questo bene del Polo Museale del Lazio (che ad oggi ne conta 40) e che coordina tutti i soggetti pubblici e privati impegnati nell’ambito dei beni culturali sul territorio regionale, di rivelarsi un poco. Ricordando quanto sia importante il rapporto pubblico-privato nella tutela dei beni: “L’intesa con la Fondazione Toti sottolinea l’ormai raggiunta maturità del Polo Museale del Lazio e la sua connessa, effettiva capacità di fare sistema con la società civile, ai fini di costituire un vero e proprio sistema museale integrato”, ha ricordato il direttore Edith Gabrielli.  

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