24 giugno 2015

Dopo il bastoncino per il selfie, l’attacco dei droni. Che conseguenze ha l’incidente sul tetto del Duomo di Milano?

 

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Per chi non avesse scoperto una notizia di cronaca locale i fatti sono questi: due giorni fa a Milano, sul tetto del Duomo, un drone è “caduto” perché il proprietario, che voleva “fare qualche immagine spettacolare”, ha perso il controllo quando ha visto avvicinarsi due agenti, allertati dalle telecamere di sicurezza. Il congegno è finito contro il cantiere sulle terrazze all’altezza della guglia maggiore, che sorregge la Madonnina. Danni di lieve entità, un faretto rotto e poco altro, e i tre turisti coreani che maneggiavano l’oggetto, che a loro detta erano a Milano proprio per un evento nel Padiglione del Paese ad Expo, sono stati indagati con l’accusa di danneggiamento aggravato dal valore storico del monumento. 
Come andrà a finire? Che dopo il bando del bastoncino da selfie dai musei di mezzo mondo bisognerà interdire anche lo spazio aereo ai turisti tecnologici che vorrebbero rivoltare i monumenti come un guanto, dal basso all’alto, fotografandone anche l’anima (volesse il cielo!)? Sicuramente meno immediato del selfie il drone sta già dimostrando di non essere meno fastidioso delle asticelle sventolanti, degli ombrellini delle frotte di giapponesi, dei surfisti o delle moto d’acqua che schizzano tra i bagnati. Anche questi sono scenari d’estate, e di cafonaggine nei confronti dei patrimoni storici, artistici e paesaggistici dell’intero mondo. 

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