19 aprile 2006

Dove va la critica d’arte? Se ne parla su Exibart.onpaper

 

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E’ stato il tormentone culturale di qualche settimana fa. Stiamo parlando del perentorio “Recensitemi o tacete” tuonato dallo scrittore torinese Alessandro Baricco per apostrofare i critici che lo prendevano a soggetto solo per schernirlo o per sbeffeggiarlo, ma mai con una profonda e seria stroncatura.
Uno spunto che Alfredo Sigolo ha preso al volo per una riflessione immancabile sullo stato della critica in generale, ed in particolare della critica d’arte. Con i dovuti distinguo, ma con le evidenti somiglianze rispetto alla critica letteraria.
E’ uno degli articoli del nuovo numero di Exibart.onpaper che sta per essere dato alle stampe.

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4 Commenti

  1. Quando alcuni amici anglosassoni leggono i testi critici scritti da italiani che gli sottopongo non ci capiscono niente, é come se si volesse allontanare il pubblico meno preparato facendo della filosofia banale anzicché entrare in maniera diretta nel merito del lavoro di cui si parla. Comunque l’italia e cosí un grande: MA SE?

  2. Basta leggere le critiche giuste!Non penso che sappiano scriverle solo in Inghilterra!
    Mi sempra una eccessiva esterofilia!

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