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Misterioso Pino Pipoli. Ironico e concettuale, esoterico, ibrido, che ha costruito la sua mostra “Mostro” alla Marsèlleria di Milano lavorandoci giorno e notte, dando filo da torcere a chi avrebbe voluto inquadrarla in uno schema, in una specie di corrente. E invece l’artista nato a Bari, una lunga permanenza in Germania e ora di casa nel capoluogo lombardo, ha sorpreso tutti con trent’anni di lavoro (da Colonia, 1988), iniziando con un’autoritratto dai cui occhi potreste essere stati spiati dallo stesso artista, in qualche momento di finta assenza. E poi oggetti riflessi ma doppi, alambicchi quasi, strumenti chirurgici, e storie – verrebbe da dire – quasi “paesane”, come ad esempio il video-racconto dei caproni di Matera, raccolte con una sorta di lucidità inquietante, senza un capolinea dove andare a parare. Insomma, gli spazi di via Paullo 10 sono diventati un laboratorio, una discoteca, un ambiente con “costanti interventi di addizione, sottrazione e alterazione”. E senza distinzioni tra pittura, installazione, video, sonoro, performance e nebbia. Ieri e oggi l’esodo. E domani? Che si sappia l’artista ricomparirà al Bar Basso, lunedì. Forse avrete l’occasione di incrociare il suo sguardo, il suo fare ieratico, e capire un po’ di più della poetica di questo ultimo dandy dei nostri giorni.











Altro genio incompreso gli danno dello spazio per un autoritratto (l’ egocentrismo sta sulla sponda opposta dell’ arte), oggetti personali, discoteche…..ma che e’ il museo della memoria? e della memoria di chi? PippaPippoli? mammamia come sprofondiamo verso il nulla, che brutta fine sta facendo Milano! Prima in quella citta’ ci veniva a suonare Chet Baker , adesso e’ attrezzata per ospitare Gigi d’Alessio, il mc donald e l’Expo. sparatevi.