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È uno dei più attivi artisti iracheni, e alla Biennale di Venezia di quest’anno ha allestito una sorta di “Iraq Pavilion” ambulante, che giocava sulla dicitura I.R.A.Q. – I Repeat A Question. Ora Al Fadhil torna a farsi vivo in Svizzera, per sottolineare la condizione precaria degli esuli iracheni, “veri abitanti della terra di nessuno, anche se figli della civiltà più antica”. I quali, rifugiatisi nella confederazione con la speranza di trovar pace, si sono trovati a convivere con il discusso permesso F, ossia libertà limitata. L’artista ora porta gli esuli al Museo Cantonale d’Arte di Lugano, per una visita guidata. Per rimarcare che l’arte è un territorio libero, che offre grandi possibilità di riflessione. “Il suo potere garantisce un’appartenenza, quella di essere cittadini di un mondo senza permessi e confini”.
Venerdì 7 settembre 2007 – ore 10.00
Museo Cantonale d’Arte
Via Canova 10 – Lugano (Svizzera)
Info: +41.764605554 – info@iraqpavilion.com
Web: www.museo-cantonale-arte.ch
[exibart]









