20 aprile 2004

E la Ferrero censurò l’Uovo d’Artista di Stefania Galegati

 

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stefania galegati - bimboA Febbraio 2004 la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo in collaborazione con la Ferrero stava organizzando il progetto “Uovo d’Artista”. Il Progetto –testualmente- prevedeva l’ideazione di un involucro per l’uovo di Pasqua 2005 che diventi veicolo testuale per convogliare significati diversi rispetto a quelli tradizionali legati all’uovo di Pasqua. Si vuole, attraverso l’apporto di un’immagine d’artista, creare un prodotto che si presenta come regalo “colto”, originale ed esclusivo.
Tra i 10 artisti scelti per realizzare le Uova c’è Stefania Galegati, che inizia a preparare il suo progetto. Il progetto puo’ essere un disegno, una scritta, una foto o qualsiasi immagine scelta da te eccetto frasi volgari od offensive. Non possono esserci escrescenze o altro materiale incollato sopra, l’uovo perché questo verrà prodotto serialmente in Cina. Fin qui le specifiche dell’iniziativa.
Il 17 marzo 2004 l’artista ravennate viene a sapere che il suo progetto è stato rifiutato. Cosa aveva proposto di così scandaloso la Galegati? Una storia, un po’ dolce e un po’ amara. Come il cioccolato. Il testo proposto è una sorta di favola a lieto fine, il cui protagonista, Mabö, è uno di quei bambini che vengono portati in Costa d’Avorio e schiavizzati nelle piantagioni di cacao. Un argomento duro, per certi versi scomodo.
Di solito quando si racconta la storia del cioccolato, si vedono immagini di bellissime” dichiara l’artista “donne nere seminude che felici coltivano il cacao. Questa è sempre una storia del cioccolato, ma un po’ diversa…Non so se posso permettermi di parlare anche per gli altri italiani, ma io sono stanca di fare finta di niente”. Un argomento scomodo, dicevamo, tanto scomodo da aver costretto la multinazionale piemontese del cioccolato a censurare.
Ingenua la Galegati a proporre un argomento troppo ‘sociale’ ad un’azienda che comunque deve vendere e che ha dei clienti da rassicurare o ingenua la Ferrero che vuole utilizzare la creatività degli artisti per promuoversi, ma che poi si sorprende se questi ultimi intraprendono percorsi non convenzionali?

link correlati
sul sito dell’artista la storia di Mabo

[exibart]

5 Commenti

  1. Ingenua la Galegati (a meno che non l’abbia fatto apposta), non perché abbia proposto un argomento troppo sociale (se parlava, che so, del turismo sessuale in Thailandia non credo avrebbe avuto problemi, il sociale va sempre bene quando riguarda le colpe altrui), ma perché ha trattato un argomento che è contro gli interessi di chi paga… già che c’era poteva scrivere qualcosa sulle condizioni di lavoro degli operai cinesi che produrranno in serie le uova da incartare con gli involucri artistici…

  2. Non era ingenuità era una provocazione. Solo che come provocazione era troppo poco sottile ed eccessivamente rumorosa.

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