20 novembre 2010

E le affissioni abusive addosso al Palazzo delle Esposizioni finirono sui blog internazionali

 

di

77546
In primo piano un’Ape Piaggio carica di manifesti e colla, manco fossimo in qualche campagna elettorale degli anni Cinquanta. Dietro un muro liso e mangiato dai graffiti sul quale è evidente l’aggressione da parte delle affissioni abusive. Sotto, unico indizio, la firma della fotografa: Jessica Stuart.
L’immagine è apparsa qualche giorno fa su Rome Photo Blog, pagina web di scatti sulla Capitale che, in questo caso, commenta con un misto di scherno e amarezza: “non pensiate che questo sia un problema delle periferie, gli ubiqui manifesti abusivi dei politici ci sono sempre anche qui, sulle pareti esterne del Palazzo delle Esposizioni…”. E di fatti nell’immagine è ben visibile lo strato di “lasagna elettorale” (ormai presentissima ovunque a Roma, anche in tempi che elettorali non sono) che testimonia una presenza fissa su questi muri del racket attacchino.
Forse il Palazzo dovrebbe occuparsi di pulire quotidianamente le sue mura perimetrali, è testato che una pulizia sistematica delle superfici allontana il ripresentarsi del “fenomeno”. Fenomeno che a Roma interessa non solo questo spazio culturale comunque: monumenti, reperti romani, palazzi storici in pieno centro. Ogni superficie verticale libera è usurpata da una propaganda che non serve a nessuno, che non sposta un voto (se non in negativo, visto che una prepotenza simile non può che consigliare – come è successo – a non votare più), che ci rende unici al mondo. Naturale che i più grandi “complimenti” vadano indirizzati ai gruppi politici che ai tempi di Facebook e dell’email continuano a farsi propaganda come cent’anni fa, con l’unica differenza che un tempo gli attacchini erano volontari militanti, oggi sono scagnozzi di un racket criminale che i partiti foraggiano con i soldi dei cittadini.

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romephotoblog.blogspot.com

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