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È morto a Milano il 9 marzo l’artista peruviano Jorge Eielson. Nato a Lima nel 1924, si introduce giovanissimo nei circoli artistici e letterari, studiando le antiche culture peruviane. Nel 1945 inizia a dipingere, e le sue prime tele evidenziano l’influenza di due artisti molto importanti nella sua formazione: Klee e Mirò. Nel 1948 espone per la prima volta in una galleria di Lima, e compie un viaggio a Parigi grazie ad una borsa di studio offertagli dal governo francese. Si avvicina a Raymond Hains, al quale rimarrà legato da una lunga amicizia, e attraverso lui conosce gli altri membri del gruppo del nouveaux réalistes di Pierre Restany. Nel 1951 compie un viaggio in Italia, e arrivato a Roma, decide di rimanervi. Nel 1953 espone alla Galleria dell’Obelisco, e frequenta Emilio Villa, Alberto Burri, Ettore Colla, Giuseppe Capogrossi, Carlo Cardazzo, Corrado Cagli, Afro, Mirko, Salvatore Scarpitta, Richard Serra, Piero Dorazio, Mimmo Rotella, Carla Accardi, Cy Twombly, Matta. A partire dalla Biennale di Venezia del 1964, dove espone i suoi primi nodi, Eielson ottiene prestigiosi riconoscimenti internazionali, partecipando a grandi mostre in musei come il MOMA o nell’ambito della collezione Nelson Rockefeller di New York, accogliendo ripetuti inviti al Salon des Comparaisons di Parigi, esponendo in gallerie private. Nel 1967 è a New York e frequenta l’ambiente del Chelsea Hotel dove incontra i maggiori artisti americani della pop art e della nascente arte concettuale. Nel 1969 Eielson propone all’ente spaziale americano la collocazione di una sua scultura sulla Luna. La NASA risponde suggerendogli una data futura, giacché per il momento l’evento è irrealizzabile nell’ambito del Progetto Apollo. Espone al Museo de Bellas Artes di Caracas nel 1986, alla III Bienal de Trujillo in Perù nell’87, al Centro Cultural de la Municipalidad de Miraflores a Lima e alla Biennale di Venezia nell’88. Negli ultimi anni si era trasferito a Milano.
[exibart]











