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Una vita all’Eni, a girare il mondo e a diventare un grande manager. Ma la cultura, l’editoria erano pensieri fissi, molto più del petrolio. Idee che si concretizzarono, ad esempio, nei primissimi anni Novanta quando, incaricato dalla casamadre milanese di dirigere la Rizzoli International di New York, puntò forte su una rivista d’arte (The Journal of Art), ne assegnò la direzione a Barbara Rose e fu un caso editoriale. Tornò in Italia –da sempre diviso tra Milano e la sua Roma- a fare il presidente della Triennale. L’ultima avventura è cosa recentissima e la vive anche nelle vesti di imprenditore. Insieme alla manager Giovanna Fornalelli fonda a Milano la casa editrice Johan&Levi, la novità più vivace e peculiare apparsa nel panorama editoriale italiano nell’arco del 2005 (da rileggere l’intervista ad Exibart.onpaper 21).
Per chi dirige questa testata era un amico. Ed uno dei pochissimi maestri, di quelli che dispensano pochi consigli, ma tutti da seguire. Non possiamo non ricordarlo, questa estate nel suo buen retiro sospeso sul mare di Ansedonia, intento a stilare la lista delle collaborazioni, degli autori, degli artisti che stava per coinvolgere nella sua nuova casa editrice. Ai suoi più stretti collaboratori l’impegno e l’onore di portare a compimento i tanti progetti iniziati.
Il cuore di Alfredo de Marzio non ha retto ad un infarto, a Milano. I funerali si terranno sabato a Roma.
[exibart]














avevo appena ricevuto da lui la sua ultima produzione il libro su haring curato da galasso
era fiero di aver ritrovato un nuovo ruolo nell’arte…in una milano triste e noiosa il suo invito a colazione ad artisti e amici era uno scambio di esperienze e progetti.con lui in triennale si rivide l’arte contemporanea.
grazie alfredo
Ho avuto la fortuna di conoscere Alfredo e di essere tra i suoi collaboratori.
Ho ammirato la sua energia, la sua cultura, le sue abilità manageriali, ma soprattuto le sue qualità umane.
Lo saluto con grande riconoscenza per tutto quello che ha fatto per l’arte e la cultura, ma in particolare per ciò che ha dato me.
Mi mancherà…
Ogni Natale ricevevo gli auguri da Alfredo (seguiti poi all’inizio del nuovo anno da una telefonata che cominciava sempre con “vecchio cane”) e spesso erano su biglietti da visita diversi,con il che seguivo le sue evoluzioni di impresa in impresa anche quando non c’era molto tempo per una chiaccherata. L’anno scorso ho ricevuto quello della sua nuova casa editrice. Ho lasciato passare un anno senza chiamarlo, pur tenendo sotto gli occhi come reminder proprio quel biglietto. Adesso mi sento un po’ in colpa e un po’ sciocco.
Alfredo era simpatico e non era borioso. Per la Triennale ha fatto molto, in un clima non favorevole. Mi spiace tanto, tanto.
Massimo Negri