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Ad ogni apparizione pubblica l’assessore Vittorio Sgrabi non perde occasione per proporre smantellamenti o immaginare arditi cambi di direzione. Ora di mezzo c’è niente meno che l’agognato Museo del Contemporaneo di Milano. Intervenendo nei giorni scorsi alla presentazione del nuovo libro di Giuseppe Panza di Biumo – Ricordi di un collezionista, presso la libreria Egea -, alla presenza di collezionisti, galleristi e un vasto pubblico, ha dichiarato biblicamente: “Vengo dal distogliere l’Ansaldo dalla sua perversa destinazione di Museo delle Culture, per farla diventare Museo d’arte Contemporanea”. Puntando poi in alto, nella speranza di realizzare quanto prima di lui Triennale e Rivoli si sono lasciati sfuggire: “Nelle sue algide geometrie la struttura potrebbe essere adatta ad accogliere una parte della raccolta del conte Panza di Biumo”. Se solo non fossimo abituati alle tirate dell’assessore milanese, a quest’ultima notizia ci sarebbe davvero da leccarsi i baffi: sarebbe un modo per riallacciare il legame tra la città e questa celebre raccolta. Quel che è certo è che il collezionista, con distintivo “savoir faire”, si e limitato ad accennare un cordiale sorriso, che pare dire per ora meglio stare a guardare, poi si vedrà… (alberto osenga)
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ma della collezione panza ci sono due versioni una che non vedremo piu..perke in america. e una di giovani post concettuali americani da stare alla larga..
sgarbi a casa.