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A Sharjah -cittadina dal nome piuttosto inquietante- hanno un museo d’arte contemporanea e fanno pure una Biennale. E se qualcuno ha delle idee per una mostra, vuole proporre un libro da tradurre, organizzare un workshop o semplicemente inviare il proprio CV e qualche foto dei lavori, è ben accetto. Anzi, ve lo chiedono loro con una cartolina che festeggia altresì i dieci anni di attività del museo. La struttura non è da poco, con 99 spazi espositivi disposti su oltre 17 mila mq.
Tuttavia, almeno un paio di domande sorgono, come si suol dire, spontanee: perché non c’è alcuna riproduzione, se non infinitesimale, delle opere in collezione? E soprattutto, chi ha fornito gli indirizzari allo sceicco che dirige il museo? (marco enrico giacomelli)
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Sharjah Art Museum
P.O. Box: 19989. Sharjah, United Arab Emirates
Info: tel. +9716-5688222; fax +9716-5686229; artmus@emirates.net.ae
[exibart]










art diary
Attenti, sono dei bidonisti. Nell’ultima edizione della loro Biennale un’artista venne incaricata di fornire i nomi per la selezione italiana e mi consultò per questo . I nomi indicati vennero fatti “saltare” all’ultimo momento e sostituiti da altri, quasi tutti illustri sconosciuti. Questo avvenne anche per altri commissari nominati dagli esimi emiri arabi.
Sono contenta di aver trovato questo articolo su Exibart. Pensavo di essere l’unica ad aver avuto perplessità sulla natura della cartolina ricevuta (perchè anche io l’ho ricevuta!). tra l’altro mi è giunta ad un indirizzo provvisorio e non a quello di mia residenza. sinceramente ho avuto un pò paura nel constatare questa cosa; c’è anche chi mi ha consigliato di mandarlo il mio CV perchè potrebbe essere una gran bella occasione anche per visitare gli Emirati Arabi. Ma solo il fatto che sono bionda con ngli occhi verdi mi fa supporre un’offerta a mio padre di un numero non imprecisato di cammelli!! A parte questo, sarebbe interrssante indagara sulla faccenda, ma come fare?
mah, non credo…
a me è arrivato il call e NON sono in artdiary
m.e.g.
Penso siano doverose alcune correzioni al Vs. articolo “Emirati Arabi, allo Sharjah Art Museum sono in cerca d’idee”:
1. Sharjah è la regione di Dubai, come dire il Lazio o la Toscana, non ha nulla a che fare con la legge islamica. La stessa pronuncia della parola è totalmente differente dal termine cui implicitamente fa riferimento il redattore dell’articolo.
2. Consultando il sito della scorsa Biennale (la sesta) potrete rendervi conto che, accanto a nomi di artisti meno conosciuti, vi hanno partecipato artisti emergenti di grande prestigio internazionale. Per la prossima edizione (6 Aprile – 6 Giugno 2005), la scelta di Jack Persekian, un curatore dal curriculum prestigiosissimo, intellettuale stimatissimo anche nel mondo occidentale (ha curato mostre a Londra come a Berlino ed è direttore artistico della famosa Almamal Foundation, che ha lanciato numerosi artisti del mondo arabo quali la bravissima Emily Jacir – Biennale di Istanbul & Whitney 2003), indica un chiaro impegno di professionalità da parte degli organizzatori di questa giovane biennale. Persekian ha avocato completamente a sé la facoltà di scegliere gli artisti della prossima biennale che non saranno più di 50-55 (tra cui Jimmie Durham, Carsten Holler, Nari Ward, Ken Lum, Phil Collins ed il sottoscritto). Un simposio internazionale cui parteciperanno artisti, critici e curatori (tra i quali ad esempio Okwui Enwezor, Nicolas Bourriaud and Achille Bonito Oliva), una prestigiosa giuria anch’essa internazionale ed un catalogo con importantissimi saggi critici accompagneranno la prossima Biennale.
3. La “cartolina”, inviata prima della nomina di Persekian, si riferisce ben più limitatamente e semplicemente ad una mostra di mail art. In ogni parte del mondo (ad esempio in questi giorni in una istituzione artistica finlandese) vi sono mostre di mail art cui sono invitati a partecipare artisti di differente livello e che utilizzano abitualmente medium completamente differenti (l’invito a presentare un progetto “mail” non implica logicamente l’automatica accettazione nella mostra, vi è sempre un processo di selezione qualitativa: ciò vale anche per lo Sharjah Art Museum). Questa è semplicemente la ragione per cui nella “cartolina” inviata dal Museo non si parla della collezione del Museo stesso: la cartolina è unicamente connessa alla mostra di mail art. Il fine di una tale mostra è proprio il richiamare l’attenzione sul fatto che esistono istituzioni artistiche che si impegnano a crescere in professionalità e qualità dei propri progetti espositivi anche nel mondo arabo. E’ indubbiamente difficile creare qualcosa di nuovo e valido in quella che è considerata “periferia”, dovendo anche superare le imprecisioni ed ironie del “centro”. Chiarite dunque le finalità della “cartolina” e le caratteristiche dello Sharjah Art Museum, si comprende anche quanto sia fondamentale un ampio indirizzario per il progetto di mail art. Non so quale provenienza abbia il loro indirizzario, ma suggerisco come possibile risposta che basterebbe sfogliare un Art Diary per avere indirizzi a sufficienza.
4. Mi dispiace deludere la fantasia di alcuni ma il direttore del Museo in questione non è uno sceicco! Nel piccolo opuscoletto cui la Vs. notizia fa riferimento, l’unico sceicco che viene menzionato è il presidente della Regione di Sharjah che ha inaugurato il Museo nel 1995. Nel mondo politico arabo il titolo di sceicco non differisce molto da quello di Sua Eccellenza, Onorevole, Signor Ministro nel mondo occidentale, in quanto la struttura sociale è storicamente a base nobiliare. Nessuno si scandalizza peraltro che vi sia un Camera dei Lord in Gran Bretagna o ambiti ordini nobiliari in molte Repubbliche occidentali.
Spero che vogliate dare il dovuto rilievo a queste importanti correzioni. Temo che questi semplici dati di fatto possano scatenare reazioni contrastanti (nonostante 2+2 continuerà ad essere 4): chiarisco dunque che il mio ruolo di lettore che ha sentito la necessità di correggere l’erronea informazione pubblicata si esaurisce improrogabilmente ed assolutamente con questa mail.
Grazie infinite,
Mario Rizzi
gentili signori: ho letto la notizia che gli emirati arabi sono in cerca di idee-per il museo o altro, comunque inerente all’ arte. Vi facco notare che io di idee ne avrei da vendere mi mancano i soldi per realizzarle. Se questi signori vogliono mettersi in contatto con me ,io sarei disponibile ad una seria collaborazione. il nuovo sito e ancora in fase di definizione devo aggiungere molte cose .resto in attesa e vi porgo i miei migliori auguri —il fede timone pasquale merano
mi permetto anch’io di fare alcune precisazioni in risposta a mario rizzi:
1. il riferimento all’assonanza non è implicita, anzi. e si tratta proprio di un’assonanza, poiché la pronuncia non è così differente, anche se qui entriamo nel campo della fonetica;
2. non ho assolutamente detto che quella degli e.a. è una biennale di second’ordine, come dimostra il fatto che personalmente e in generale su exibart diamo notizia di rassegne allestite in tutto il mondo, aldilà di “centri” e “periferie” (che preferisco al plurale);
3. la cartolina NON si riferisce solo al progetto di mail art. basta leggere recto e verso per rendersene conto; Art Diary NON contiene gli indirizzi di molte persone che hanno ricevuto la cartolina;
4. proprio per il significato che il solerte rizzi ci comunica a proposito del termine sceicco, il direttore del museo E’ uno sceicco.
saluti,
m.
ma è anche vero che: Art Diary CONTIENE gli indirizzi di molte persone che hanno ricevuto la cartolina.
ho apprezzato molto le prcisazioni di Mario Rizzi e il suo impegno a disperdere le approssimate insinuazioni.
vi siete mai chiesti come funzionano gli spazi dell’arte in italia? quali sono gli artisti coinvolti? come sono gestiti i pochi concorsi importanti per la realizzazione di opere d’arte all’interno delle strutture pubbliche? della formazione della critica? del rapporto artista critica e potere? davanti a questi interrogativi che non aspettano alcuna risposta se non nell’epifania di una concreta e utopica modificazione delle regole del gioco, sono felice di aver ricevuto una cartolina da un paese che prova ad essere diverso dove spero di trovare lo spazio che qui mi è negato.
EVVIVA LO SCEICCO!!
Dopo aver letto tutti i vostri commenti mi sono un pò sentita in colpa per la mia battuta alquanto ingenua e innocente pur non essendo stata chiamata direttamente in causa, ma comunque rileggendo il mio commento mi sono un pò autoaccusata di fanatismo!Penso che comunque l’articolo pubblicato non voleva essere offensivo per nessuno, ma ha solo posto dei punti interrogativi non indifferenti riguardo sia l’indirizzario sia le notizie poco chiare sulla mostra in sè per sè e sul museo. In ogni caso io non sono un’artista ma semplicemente studio Lettere ad indirizzo artistico e a maggior ragione mi chiedo da dove sia venuto fuori il mio indirizzo “provvisorio”. Per me la spiegazione più logica è che l’unica risposta è che ho sottoscritto con quel recapito un abbonamento ad una rivista d’arte molto diffusa, quindi potrebbe essere proprio questa una pobabile fonte.
Ringrazio Mario Rizzi per aver messo in chiaro alcune cose e mi scuso se, da parte mia, continuo ad avere dubbi. GB
Sono state segnalate cartoline analoghe inviate ad artisti portoghesi di Lisbona e Porto. Mia madre ha ricevuto anch’essa la cartolina e non figura in nessuna guida ART DIARY.
In riferimento alle “insinuazioni” cui si fa cenno voglio precisare che il mio precedente intervento, che si trova all’inizio di questa serie di commenti, è riferito ad eventi assolutamente reali e, all’evenienza, documentabili. Può darsi ora sia cambiato tutto ma, considerato che due anni fa in diversi hanno perso tempo e denaro, ho inteso mettere in guardia,anche in relazione alla distanza geografica e diversa legislazione che rendono quasi impossibile una rivalsa in termini legali.
Sappiamo tutti che gli Emirati Arabi non sono un paese democratico secondo i parametri occidentali che stabiliscono la separazione dei tre poteri, giudiziario, esecutivo ed amministrativo. Sappiamo però anche che la nostra fiera democrazia vive una profonda crisi. Ci sono paesi con leggi antiche e con parametri valoriali profondamente diversi e certamente un museo di questo tipo attinge a fonti di finanziamento piuttosto particolari. Eppure rimane una “quinta” scenica per trovare ciò che può unire la cultura araba a quella occidentale…piuttosto che trovare elementi di diffidenza e separazione. Un ottimo spunto per parlare di pace e per progettare la pace…di fronte a tante istituzioni che chiudono porte in faccia agli artisti….una invece che le apre. Non è poco per aprire luoghi di interscambio e di dialogo.
Ma allora non riesco a spiegarmi o quanto scrivo non viene letto con attenzione. Preciso ancora, e dopo quest’intervento chiudo, che non mi riferivo a questioni relative all’importanza di uno scambio di esperienze tra Occidente ed Oriente od al fatto che i paesi arabi si affaccino all’arte contemporanea. Ho solo avvertito che due anni fa sono avvenuti episodi assai poco piacevoli che, naturalmente, non è affatto detto si ripetano in questa nuova edizione. Punto.
“Ho solo avvertito che due anni fa sono avvenuti episodi assai poco piacevoli che, naturalmente, non è affatto detto si ripetano in questa nuova edizione”.
“…il mio precedente intervento, che si trova all’inizio di questa serie di commenti, è riferito ad eventi assolutamente reali e, all’evenienza, documentabili. Può darsi ora sia cambiato tutto ma, considerato che due anni fa in diversi hanno perso tempo e denaro, ho inteso mettere in guardia,anche in relazione alla distanza geografica e diversa legislazione che rendono quasi impossibile una rivalsa in termini legali…”
Zorro, mi spieghi un po’ a che tipo di episodi spiacevoli ti riferisci? è una truffa? Te lo chiedo perchè un mio amico ha appena ricevuto la cartolina che lo invita a sottoporre un progetto al fantomatico Sharjah Art Museum..mi devo preoccupare??? 🙂
ho ricevuto anche io l’invito dello Sharjah Art Museum, ma visti i commenti sono rimasta perplessa. non credo che un direttore artistico di un museo internazionale di tale importanza possa mettere in discussione la serietà della struttura che gestisce e la finalità di un qualsiasi progetto destinato all’arte. comunque, se qualcuno può darmi informazioni sono gradite!
In risposta a Res cogitans. L’episodio a cui mi riferivo è relativo all’edizione di due anni fa quando, insieme ad una nota artista veronese selezionammo, su incarico scritto della Biennale, alcuni artisti per la selezione italiana inviando progetti e vario materiale. Poco prima dell’inaugurazione saltò tutto e, senza plausibile spiegazione, venimmo defenestrati noi e gli artisti, sostituiti da altri. Riguardo all’edizione di quest’anno non ho alcuna informazione. Ho solo consigliato,in base alla mia esperienza, di agire con cautela.
Una domanda molto seria al webmaster del sito ed a Mr. Zorro: se lo Sharjah Art Museum e il Ministero della Cultura degli Emirati Arabi Uniti vogliono querelare per calunnia e diffamazione a mezzo stampa l’autore di notizie non circonstanziate e vagamemente minatorie quali quelle pubblicate su questo sito, si deve rivolgere ad un anonimo e quindi ai detentori del sito stesso, dal momento che l’autore delle calunnie non è identificabile da alcun indirizzo email?
Al contempo devo anche far presente che un atista di grande fama internazionale mi ha raccontato con tanto di prove che Mr. Zorro ha compiuto degli atti indicibili ai danni di una importante istituzione del mondo dell’arte internazionale.
…mio cugino, artista di fama internazionalissima, mi ha detto che due anni fa Minnie e Zorro sono stati protagonisti di un menage a trois con lo sceicco direttore del museo, Mario Rizzi filmava il tutto e M.E.G. prendeva appunti…
Traducendo tutta la cartolina
inviatami:
Sonostate spedite 100,000 in tutto il mondo
è diventeranno um mega quadro , spiegano anche
che si può inviare semplicemente un pezzo di giornale ecc…
Penso che questo sia chiaro per tutti quelli che hanno letto attentamente la cartolina.
Sinceramente mi sono molto incuriosita (ed essendo artista) la mia curiosità mi ha portato a inviare 1 email al museo chiedendogli fino a quando era possibile inviare la postcard.
Gentilmente oggi ho ricavuto la risposta (fino a fine aprile 2005).
Quando sulla community sono stato attaccato direttamente, in quel caso sì in maniera diffamatoria e volgare, non ho esitato a qualificarmi con nome e cognome. In altre occasioni, anche perchè non mi interessa farmi pubblicità gratuita, buona o cattiva che sia, ho usato pseudonimi come Zorro o altri, pratica che mi sembra estremamente diffusa. In questo caso, e sinceramente me ne pento, ho solo inteso citare un episodio negativo realmente avvenuto nella manifestazione di due anni fa, è stato anche istintivo farlo, mettendo bene in chiaro che non mi riferivo agli organizzatori della presente edizione, quindi non calunniando nessuno. Non mi sembrava particolarmente interessante dilungarmi nei dettagli essendo una storia comunque passata. Ed ora vorrei che la questione, per quanto mi riguarda, si chiudesse qui. Grazie
Caro Zorro,
chi lancia un sasso non può poi tirare via la mano, lasciando che poi le insinuazioni facciano il loro corso. Questo in termine legale si configura come calunnia, è un antidemocratico sistema di malaffare, nonostante poi qualcuno osa affermare, senza esserci mai stato/a, che la democrazia sia un qualcosa di occidentale (infatti per questo andiamo ad invadere l’Iraq, per esportare la nostra democrazia!!) e che la stessa democrazia sia sconosciuta nei Paesi Arabi (come se i Paesi Arabi fossero un’entità indivisibile: sarebbe come parlare di Europa in toto, senza pensare che l’Italia è differente dalla Bulgaria e dalla Germania). Con lo stesso sistema di discriminazione preventiva gli italiani solo alcuni anni fa (ma anche oggi!) erano ritenuti brutti, sporchi e cattivi e tutti mafiosi. A ben pensarci, le accuse diffamatorie senza nomi e cognomi, date e luoghi precisi sono in realtà un retaggio mafioso!
Grazie
Cara Minnie, cari tutti.
Ma non vi sembra di stare esagerando un pò con tutti questi discorsi politici e quantal’tro in una questione dove riguardano ben poco? Discutete sempre più a ruota libera allontanadovi dal messaggio dell’articolo per cadere in insinuazioni discriminatorie voi più dell’articolo stesso!
Ma che c’è di male a scrivere dubbi su un museo venuto fuori all’improvviso per molti che, appunto, l’hanno conosciuto attraverso una cartolina personalmente indirizzata? Che c’è di sbagliato nel raccontare la propria esperienza di chi ha avuto contatti con l’istituzione in causa? Io penso che anche se si fosse trattato di un museo sito in Papuasia o meglio ancora a casa nostra, si sarebbe srcitto un articolo simile e si sarebbero avuto confronti simili! Tu cara Minnie a mio avviso stai esagerando e se per caso hai voglia di denunciarmi per offesa o quant’altro, beh fammelo sapere che ti do tutti i miei dati!
Alla fine di tutto: notizie utili su questo Museo degli Emirati Arabi se ne possono avere per favore? Grazie!
Salve a tutti, ho appena finito di leggere i vostri commenti.
Un mio caro amico artista veterano ha ricevuto la cartolina dagli emirati ed io subito ho cercato su internet e trovo voi, bene,
lui ha spedito la sua immagine d’arte senza crearsi alcun problema, vedremo cosa accade e voi? Mi accorgo leggendovi quanto l’arte continui a perdere il suo significato di elemento di comunicazione e di conoscenza, velata da paure e sindromi di egocentrismo e potere che vanno sempre più aldilà di quel che dovrebbe essere l’opera ed il messaggio.
Per quale motivo create se avete paura di comunicare? Non avete studiato arte? Non avete ammirato i grandi del passato? Non vi siete intrisi di tutto questo e questo vi ha formato? Oggi tutto accade molto più velocemente e ciò che è un opera inedita è già natura morta.
Salve a tutti,
una persona di mia conoscenza ha ricevuto la cartolina, ed è nato un po’ di scetticismo.
Ci si può fidare?
Sarà un “bidone” o una buona opportunità?
Quali sono le vostre opinioni? Grazie per l’attenzione.
Vedo che questa cartolina riesce ancora parecchio a far parlare di se; non é che se ne possa vedere un esempio che qui in Germania pare non ne siano arrivate: se qualcuno spedisse una scansione del pezzo di carta incriminato al mio indirizzo verra lungamente lodato (allettante eh?) grazie!