28 aprile 2004

Entra il vigore il nuovo Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. In omaggio il testo integrale con il Sole

 

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Tra elogi e polemiche entra in vigore con il mese di Maggio il “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, vero fiore all’occhiello dell’interregno Urbani al Ministero della Cultura. Per chi volesse approfondire questa importante novità, con Il Sole 24 Ore di sabato 1 Maggio è in regalo un volumetto che riporta integralmente il Codice.

Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (661 Kb)Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio

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1 commento

  1. Si consiglia di leggere molto attentamente il nuovo Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio poiché vi sono aspetti che hanno già generato allarme e forti proteste per la vera salvaguardia del nostro patrimonio di arte e civiltà. Tale allarme è più che giustificato ed è stato lanciato un po’ da tutte le maggiori organizzazioni e associazioni nel settore dei beni culturali (da Italia Nostra, dall’Associazione Nazionale Storici dell’Arte,dall’Associazione nazionale insegnanti di Storia dell’Arte,dal sito http://www.patrimoniosos.it che riporta interventi di critici e commenti al nuovo codice da parte di studiosi di altissima qualificazione, e altre associazioni). Il pericolo per i beni culturali è che con una nuova gestione delegata anche alle Regioni non si capisce più a chi fare riferimento poiché le competenze dello Stato e quelle delle Regioni in merito non sono chiare. Bisogna leggere il nuovo Codice per rendersi conto di quanto sia inoltre pericolosissima la confusione tra tutela,conservazione, valorizzazione, fruizione, conoscenze e competenze istituzionali. Gli interventi del prof. Settis, Direttore della Scuola Normale di Pisa, molto critici in merito, e a ragion veduta, dovrebbero far riflettere su come in Italia la gestione dei Musei ai privati è contro la stessa Costituzione della Repubblica Italiana (art.9) che affida la tutela del nostro patrimonio culturale allo Stato e non ad altri soggetti, cioè ai privati.L’Italia non è l’America, il modello di gestione americano dei musei non può essere applicabile all’Italia. I privati ben vengano, con collaborazioni, ma non deve essere delegata a loro la gestione di ciò che è e deve continuare a rimanere pubblico. Riflettete Italiani, riflettete…e leggete…ma soprattutto studiate un po’ di storia dell’arte, non fa male al cervello e rinforza la nostra salute mentale e la nostra identità. Solo così capirete che il nostro patrimonio culturale è la vera ricchezza che abbiamo, e che leggi confuse e inadeguate potrebbero distruggere secoli di civiltà. Purtroppo, volenti o nolenti, questa è la realtà. Gerardo Pecci, Storico dell’arte.

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