19 ottobre 2015

Expo, come si è girata la frittata: troppe code, il Giappone “chiude” il Padiglione e il Codacons chiede rimborsi per le mancate visite

 

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Era partito in sordina, quasi. Nessuno ci avrebbe messo la mano sul fuoco, anzi. E invece le preghiere dei 20 milioni di biglietti staccati da parte dell’Amministratore Sala e del Premier Renzi sono state esaudite. Ma la grande bolla di Expo in questi giorni non solo si è gonfiata, ma è proprio esplosa. Nei padiglioni di Rho Fiera è impossibile entrare per le file chilometriche, e le notizie a riguardo non fanno probabilmente altro che aumentare la curiosità e dunque i pellegrinaggi al sito. Ma ora è arrivato il Codacons, che ha iniziato a chiedere ingressi gratuiti e rimborsi, visto che all’Expo non si vede un bel niente, se non un fiume umano. E che senso ha, dunque, pagare un biglietto di ingresso salato, solo per fare file?
L’unione dei consumatori, così, ha inviato una diffida alla società, chiedendo la modifica immediata delle condizioni di accesso all’Esposizione universale, e il rimborso di quanto pagato da chi ha comprato i biglietti e non è ancora andato. E minaccia che, in caso di mancato accoglimento di queste richieste si potrebbe addirittura configurare una forma di inadempimento contrattuale nei confronti di Expo 2015. Che bella ciliegina sulla torta, per finire. Esagerati? Mica poi tanto, visto che ieri il Padiglione Giapponese, uno dei più visitati, ha stoppato la coda quando si sono raggiunte le otto ore di attesa. Che dire? Potevano pensarci un po’ prima sì, ma il caos deve ancora venire. Secondo Giuseppe Sala, appunto, sarà l’ultima settimana di Esposizione ad essere quella più calda. Anzi, diciamo pure rovente. Per vedere niente? E meglio tardi che mai?

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