20 settembre 2012

Fabio Mauri, l’identità e il giudizio. Una tavola rotonda per discutere dei temi più scottanti della storia contemporanea, a partire dall’opera dell’artista

 

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Un appuntamento importante per la propria coscienza quello di domani, alle 18.30, nella sala convegni di Palazzo Reale di Milano, che a partire dai temi fondamentali dell’opera di Fabio Mauri, di cui è in corso la retrospettiva, analizzerà tramite il punto di vista di diverse personalità, alcuni dei problemi più spinosi dell’epoca contemporanea. “Identità e Giudizio”, questo il titolo della tavola rotonda, muove proprio il suo percorso attraverso l’indagine degli atteggiamenti, delle libertà negate, delle leggi razziali, dell’odio antisemita, delle dinamiche malavitose e del comportamento umano che hanno fatto sì che il “secolo breve” sia stata l’epoca dove la peggiore storia si è rovesciata addosso all’umanità.
Non solo un discorso sull’arte e sulla potenza dell’opera nel mettere in luce “il turpe” del mondo, come lo definiva lo stesso Mauri, ma un incontro che analizzerà anche dinamiche sociali e politiche. Oltre alla curatrice della mostra, Francesca Alfano Miglietti, prenderanno parte all’incontro Gherardo Colombo, ex magistrato italiano attualmente fuori servizio, divenuto celebre per le inchieste inerenti al movimento massonico della P2, di “Mani Pulite” e, in ultimo, del processo per il Lodo Mondadori, Imisir e Sme, di cui molto si è parlato nelle cronache degli ultimi anni. Parola anche al giornalista Gad Lerner e al drammaturgo, attore e scrittore Moni Ovadia, che analizzeranno la questione ebraica, elemento costante anche nella poetica di Fabio Mauri, e al docente di storia dell’arte Cesare Badini, con un punto di vista incentrato sull’influenza delle leggi razziali all’interno della scuola italiana, portando alla luce l’esempio del Liceo Classico Berchet di Milano. Un incontro importante per poter leggere, e rileggere, la propria storia anche alla luce degli avvenimenti degli ultimi giorni, dagli attacchi islamici alle ambasciate occidentali alle vignette satiriche sull’Islam comparse sul settimanale francese Charlie Hebdo, che stanno causando un vero e proprio caso diplomatico.

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