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Compie 50 anni oggi, Mister Damien Hirst (nato il 7 giugno 1965 a Bristol), e uno dei maggiori magazine mondali dell’arte, Artnet, gli dedica un articolo che sembra un poco un epitaffio, iniziando da un “Sembra ieri…”.
E in effetti solo poco più vent’anni fa il ragazzo terribile si affaccia alla scena con Sarah Lucas, Tracey Emin, i fratelli Chapman protetti da Charles Saatchi e Jay Joplin.
Da L’impossibilità fisica della morte nella mente di qualcuno che vive, titolo italiano del celebre squalo in formaldeide e concepito ancora studente, realizzato nel 1991, è iniziato tutto.
La vittoria del Turner Prize nel 1995, e Lullaby Spring del 2002 andato in asta da Sotheby’s per 19 milioni di sterline; poi il teschio tempestato di diamanti nel 2007 (Per l’amor di Dio) e la discussa e discutibile mostra alla Tate Modern nel 2012, diventata in pochi mesi la più visitata nella storia del museo, secondo la BBC. Nominato il più costoso artista vivente della Gran Bretagna lo scorso anno, recentemente Hirst ha fatto notizia per la sua scultura Verity (di cui abbiamo lungamente parlato e che sta cambiando le sorti turistiche del Nord Devon) ma soprattutto per le sue acquisizioni di opere, per l’enorme villa su Regent’s Park e per il ristorante a Ilfracombe, con la relativa richiesta di estensione urbana per un totale di 750 abitazioni: immediatamente accettata dalla municipalità.
Insomma, più che di un artista il ritratto, oggi, è quello di un business man, un po’ imprenditore, un po’ collezionista. Chissà se i 50 anni futuri ci riserveranno altrettante sorprese. Intanto happy birthday!










