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Apprezzo molto Giorgio de Finis, che ho invitato anche a tenere due lezioni in un corso universitario che ho diretto. Ritengo straordinaria l’esperienza del MAAM, che ha rivitalizzato culturalmente una parte periferica di Roma dove vivo da sempre e dove mio padre ha lavorato sin dai primi anni Sessanta. I punti di interesse positivo nel progetto di de Finis per il MACRO sono diversi: il primo è sicuramente quello del coinvolgimento collettivo degli artisti all’interno del divenire stesso del museo e della sua vita, anche quotidiana, in uno sviluppo che mi pare privilegi la processualità dell’opera d’arte costruita all’interno di quello spazio e condivisa nel momento stesso della sua realizzazione.
Questo progetto mi pare veda il museo come spazio di confronto aperto e di incontro, dove il pubblico stesso può entrare in rapporto più diretto e fecondo con gli artisti e gli altri operatori del mondo dell’arte. La confluenza dell’arte nella vita, già preconizzata dai Futuristi, mi pare possa trovare qui un importante momento di rafforzamento. Da storico dell’arte, trovo molto interessante la volontà di esporre l’intera collezione del MACRO: il rapporto dialettico e costruttivo tra queste opere e quelle che verranno realizzate credo possa essere molto proficuo.
Per tutti coloro che sceglieranno di collaborare a un progetto così radicale la sfida sarà complessa, ma servirà sicuramente a stimolare e a generare nuove energie, non soltanto per una città come Roma. (Lorenzo Canova, Professore associato di storia dell’arte contemporanea, Università del Molise)










