Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Appaiono come ready made, come “oggetti celibi”, apparentemente slegati da funzioni ed estetiche. Sono i progetti di Alessandro Agudio, Daniel Keller, Andrea Magnani e Timur Si – Qin, sotto la curatela del label di produzione artistica Siliqoon, che da oggi e fino al 10 maggio troverete da Marsèlleria, uno degli spazi attualmente più interessanti nel panorama milanese e di cui potete leggere la nostra intervista al fondatore Mirko Rizzi sulle pagine di exibart.onpaper 90.
Come è nata questa strana esposizione? Da un bando pubblico per la valorizzazione della cultura del territorio romagnolo, vinto lo scorso anno dal faentino Andrea Magnani. Il giovane artista ha radunato così un gruppo di colleghi e una dozzina di aziende che, in alcuni casi, hanno contribuito alla produzione di uno stesso progetto, passandosi il testimone (l’opera) e mettendosi in relazione.
Nasce così “Pure disclosure”, titolo della mostra, che costringe all’approfondimento oltre il puro visivo, scoprendo come i meccanismi di produzione si integrano nel corpo dell’opera, e come possono dialogare nella scoperta di un altro linguaggio che racconta di ecosistemi, di ambiente, di realtà artigianali, di brand identity ricostruite sottoforma di installazione.
Verrebbe quasi da dire un circolo virtuoso di incontri, che mostrano in maniera decisamente aliena come può avvenire il matrimonio tra cultura e produttività nel senso stretto del termine.












