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“Per l’apertura della galleria, non ci sbilanceremo nel dire una data, anche perché sarà lo stesso Gagosian, tra non molto, a dire quando apre e con che cosa apre”. Ormai va assumendo toni quasi paradossali quella che potremmo definire la “telenovela di Via Crispi”, ovvero la sempre più prossima inaugurazione della nuova Gagosian Gallery a Roma, che continua ad essere avvolta da un alone di indefinitezza e riserbo creato ad arte. Non contribuiscono molto a fare chiarezza le dichiarazioni rilasciate ora da Firouz Galdo – architetto responsabile per Officina del Disegno del progetto di ristrutturazione dell’edificio nel centro di Roma – ad Ign, testata on line del gruppo Adnkronos, che anzi pare cimentarsi in spericolati artifizi dialettici per riuscire a dire il meno possibile. Sarà uno spazio “inusuale rispetto alle altre gallerie Gagosian, e ci sarà un piccolo segreto che la differenzierà, pur restando perfettamente nello stile del brand. Ci saranno molti accorgimenti estetici e tecnologici. Un progetto molto semplice, ma che dà una bella caratterizzazione dello spazio, molto sacro, quasi spirituale, che nello stesso tempo garantisce grande libertà agli artisti”. Nessuna informazione specifica dunque sulle caratteristiche del progetto? “Non esiste un privato che faccia un progetto di questo livello in Italia…”.
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