19 novembre 2006

Gallerie italiane crescono. Tre new entries in marcia verso Art Basel?

 

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Tre nuove italiane varcano la Messeplatz di Basilea?Ancora siamo a livello di rumors, di flebili vocine raccolte in giro per i corridoi, del pissi pissi bao bao che si scatena quando il mondo dell’arte si da appuntamento e si ritrova, in questo caso a Torino per Artissima. Ma arrivano da diverse direzioni, anche se ancora del tutto ufficiose, per cui vanno assumendo un minimo di verosimiglianza. Alla prossima edizione di Art Basel – punto di arrivo agognato da molti galleristi -, la pattuglia dei partecipanti italiani si potrebbe arricchire di ben tre unità. Due delle quali arriverebbero da Napoli, T293 e Fonti, e affiancandosi alla presenza fissa Alfonso Artiaco farebbero del capoluogo campano la seconda realtà italiana più rappresentata, dopo Milano, alla “fiera delle fiere”. La terza? Beh, molti non si sorprenderanno se le voci parlano della neomilanese Francesca Minini, che completerebbe così un excursus record che – a meno di un anno dall’apertura – le ha già spalancato le porte di Artissima. E ora anche di Art Basel , praticamente senza passare dal via…

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8 Commenti

  1. Premesso niente di personale contro la “new entry” però è il massimo……
    Non riesco a credere che nessuno faccia qualcosa!
    Ci siamo rotti le scatole di questi giochi di potere. BASTA.

  2. Essendo io un bastardo pronto a distruggere tutto (ma a fin di bene) dovrei massacrare la scelta della Minini ad Art Basel, ma in realtá in questo caso sarebbe una vera idiozia. La galleria di Francesca Minini ha grande qualitá, e quando queste caratteristiche sono presenti non si possono discutere, il fatto poi che porti lo stesso cognome del ben piú noto padre non vuol dire assolutamente nulla, sarebbe stato uno scandalo se la qualitá della galleria sosse stata altra, o alla sua richiesta di art basel non fosse stata ammessa per il suo cognome. I galleristi italiani dovrebbero lavorare di piú, e lamentarsi meno, ma in questo paese ci si lamenta molto e si lavora poco, e cosí non si va da nessuna parte cari.

  3. caro malandrino, tutto quello che dici sarebbe vero se le gallerie massimo minini e francesca minini fossero due entità separate, ma non essendo così hanno ragione tutti quelli che come me vedono in questo un brutto caso di nepotismo. basta controllare il sito del papà per verificare. niente di male a seguire le orme paterne, però per aspirare a una propria identità si dovrebbere anche percorrere qualche strada autonomamente…vedi l’esempio Marconi…

  4. Bravissimo morimura!!!!
    Qualità, certo ma siamo sicuri che siano scelte indipendenti della gallerista ??? Siamo sicuri che gli artisti lavorino in quella galleria solo per la bravura della Francesca?? Oppure per avere un certo riscontro anche in più siti……:)))!
    Ma facciamola finita!!! Esistono tantissime gallerie di qualità soltanto che non hanno l’appoggio dei soliti noti. Non facciamo finat di niente. SIETE PATETICI!

  5. sono anni che la minini va comunque ad artbasel con papà massimo…non mi sembra assolutamente nulla di nuovo..nello stand hanno sempre lavorato entrambi portando gli artisti di entrambi. Dove sta la novità? che l’organizzazione di Art Basel ha deciso che du gusti’s megl che one!

  6. Si, magari, forse… Ma penso che ognuno sia libero di decidere come vuole con il proprio denaro e il proprio tempo. É chiaro che si dividono alcuni artisti (anche se F. Minini fa solo i piú giovani), ma perché la galleria F. Minini deve per forza fare delle scelte differenti dal padre (come Marconi)? Conosciamo bene i loro piani? Nel dubbio, per me, é meglio lavorare di piú sulla qualitá del nostro lavoro, e sopratutto seguire una nostra storia, che funzioni oppure no, ma che sia nostra storia. Ma ognuno deve poter fare le scelte che vuole.

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