07 aprile 2005

Galleristi accampati. Allo Show di Flash Art

 

di

carasi
Alle performance nelle stanze d’albergo le Flash Art Fairs ci avevano abituato. La novità è ora la performance in tenda, prevista in occasione del vernissage di venerdì 8 all’Ata Hotel Executive in occasione della seconda edizione del Flash Art Show. Ad organizzarla la galleria milanese The Flat che ha organizzato un concerto in piena regola per tre musicisti chiusi dentro la famosa tenda, con il pubblico fuori. Nella nota stampa si leggono le intenzioni: “la tenda è un contenitore che esclude al pubblico la visione dei musicisti… convogliando l’attenzione verso un rituale non visivo, pubblico ed interpreti condividono una sorta di attenzione pura verso l’azione e verso il materiale sonoro”.
Non ce ne vogliano i galleristi ma il dubbio che sia un po’ una menata ce l’abbiamo… insomma, non bastava un volgare impiantino stereo da quattro soldi per “escludere al pubblico la visione dei musicisti”?
Ma la cosa non finisce qui perché indovinate un po’ chi compare tra i suonatori? Ladies & Gentlemen on guitar & voice Massimo Carasi. Già, proprio il gallerista ‘the flat’ in persona che, forse non tutti lo sanno, da sempre coltiva una grande passione per la musica, con tanto di occasionali performance live.
L’appuntamento per il Carasi Show è per le ore 20.


le info sulla FlashArt fair in questo link

[exibart]

12 Commenti

  1. Non vedo il motivo di accanirsi su di un evento che ha ancora avuto luogo dando ad intendere… che “potrebbe” essere “una menata..”… Come stabilire a priori… la valenza e l’efficia della performance… processo alle intenzioni?

  2. Le notizie “buone” sono sempre accompagnate dalle firme dei rispettivi autori ma quelle “cattive” come questa spesso rimangono anonime… chissà poi perchè! Forse bisognerebbe prendersi la responsabilità di ciò che si dice giusto o sbagliato che sia

  3. Ulteriore conferma che sia nel piccolo come nel grande in questi giorni si sta discretamente esagerando.Naturalmente contenti loro, contenti,più o meno,tutti.

  4. Smentita facile facile:

    – notizia “buona” non firmata:
    http://www.exibart.com/notizia.asp/IDNotizia/12461/IDCategoria/204

    – notizia “cattiva” firmata (scusate l’autocitazione):
    http://www.exibart.com/notizia.asp?IDCAtegoria=72&IDNotizia=12452

    Ma la domanda è: quante notizie “cattive” leggi sulle altre riviste?

    Infine: se il giornalismo si suddivide in notizie “buone” e “cattive”, siamo alla frutta! Forse la scomparsa del Papa ha investito un po’ troppo le coscienze…

  5. Ma cosa c’è di male in una performance musicale a fronte delle trovate da quattro soldi che infestano il sistema arte? E poi dov’è la cattiveria della notizia? Carasi può piacere o meno ma è uno dei pochi galleristi indipendenti e, a parer mio, acuto nelle scelte,che sono spesso di qualità anche se il gusto, naturalmente, è soggettivo.

  6. eh si, il nostro m.e.g. è un signore…non prova vergogna a usare i suoi due nomi + cognome per offendere la sensibilità religiosa di chi legge…ma siete sicuri che un lavoro non glielo può offrire nessuno? magari in miniera?

  7. Ho assistito alla performance e non è stata affatto “una menata” ma una proposta, se non nuovissima, ironica ed al tempo stesso poetica. La pioggia purtroppo non ha aiutato fisicamente… ma a mio parere ha enfatizzato la dimensione intimista dello spazio protetto ma fragile della tenda… un riparo morale effimero…

  8. sarebbe meglio che carasi non usasse il nome della galleria per sputtanare i suoi artisti, che trovo bravi!!!sarà pure un talent scout così si fa chiamare ma da quello a gallerista e poi adesso addirittura a musicista!!!!! bravo bravo…… ma quante cose sai far tu!!

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