09 ottobre 2005

Genova, Germano Celant lascia? No, raddoppia

 

di

Celant ha firmato. La prossima primavera il critico d’arte genovese curerà a Palazzo Ducale -proprio a Genova- un’altra grande mostra dopo la fantasmagorica Arti&Architettura, evento-monster della programmazione di GeNova2004. Cosa organizzerà Celant nel 2006? Tempo moderno. Lavoro macchine e automazione nelle Arti del Novecento sarà il titolo. Dalle Avanguardie ed il Bauhaus fino a ieri.

[exibart]

2 Commenti

  1. 0110100010100010110.P.A.AFF.

    fG: generalizzi troppo, parli universalmente del TUO problema che in fondo, è
    solo personale.

    Domingo Aniello: parlo del problema di come costruire il fare artistico oggi, ti sembra una faccenda solo personale? Il fare artistico oggi deve essere antagonista ad una serie d’assurdità che sono insite anche nel sistema dell’arte cui passivamente sottostiamo.

    fg: dietro un nome (non necessariamente di persona), spesso si nasconde una
    moltitudine che restituisce opere frutto di fitte ed intricate
    collaborazioni. l’opera, in questo caso, è in sé la rivelazione di una
    discussione tra più monologhi. sta a te voler considerare a forza tutti i
    mattoncini che la compongono o voler vedere l’opera per quello che
    oggettivamente è e la sua funzione in questo processo che insistiamo a
    chiamare “storia”. l’opera è quindi la generalizzazione di molti monologhi.
    se poi vuoi chiuderti nella tua stanzina e tagliarti un orecchio immolandoti
    al ruolo di affamato scartato dal sistema dell’arte, quello riguarda te e
    solo te.

    Domingo Aniello: il tuo tono è lo stesso di direttori specializzati Tonni, Polli e Verderame, loro rifiutano le mie idee perché sono espresse in uno stile non familiare all’attuale sistema dell’arte, loro (come te) dovrebbero però comprendere che lo scarto di produzione artistica rifiutato (un artista affamato qualunque) colpito da tale rifiuto può avere la legittima impressione che si stia esercitando un controllo su di una zona specialistica esclusiva per conto di clienti ed utenti affermati.
    Logico mi dirai, tali Direttori hanno il loro ruolo da svolgere in una comunità sistemica ed hanno le loro ragioni per stare in guardia verso chi non ha ancora dato globalmente una buona prova di sé.
    Penso che in quanto moltitudine possiamo sottoporre tali Direttori (e non solo) ad una sorta di caos sensibile, possiamo fare subire modificazioni di forma a questo sistema sotto il peso delle argomentazioni critiche ed artistiche.

    Fg: cattelan è furbo, perchè pur essendo immerso nel “sistema dell’arte” fino al
    collo, il suo lavoro dimostra soltanto l’evasione da quel sistema che lui
    stesso, consapevolmente, usa per i suoi scopi.
    è inutile che ti dimeni tanto: è chiaro che il sistema dell’arte è
    chiaramente più forte delle tue tesi bolsceviche che tra l’altro, producono
    l’effetto esattamente contrario di ciò che spereresti.
    a questo punto entra a far parte del famigerato sistema flashartistico che
    tanto detesti, e da dentro conoscendone le dinamiche, forse potrai
    distruggenrne le fondamenta quanto vuoi e come vuoi.
    applicare la mentalità hacker (intesa come insieme di tattiche e
    stratagemmi), al sistema dell’arte, considerandolo come un sistema
    informatico da violare, forse ti potrebbe aiutare.

    Domingo Aniello: caro fg, l’adolescente sembri tu, che sfugge al confronto generazionale con la figura paterna, il flusso è un qualche cosa in grado di realizzarsi senza alcun tipo di riguardo verso le forme che tentano d’arginarlo.
    Sono convinto che gli artisti scarti di produzione siano già un flusso interno al sistema, si addensano per miti di protagonismo (che tu erroneamente definisci hacker).
    Un flusso in un ambiente chiuso come i cinque transnazionali avanguardisti o Catenella lan lan si comportano in una maniera troppo misurabile e misurata rispetto ad un possibile flusso aperto…

    fg: rifletti perchè così come fai proprio non funziona, rischi di apparire un
    adolescente viziato che non sa staccarsi dalla famiglia e al tempo stesso la
    critica e fa i dispettucci.

    Domingo Aniello: in un flusso aperto neanche esiste la famiglia, la superficie di confine rimane libera e la complessità sistemica si moltiplica.
    Certo l’arte in galleria, protetta da un facoltoso sponsor privato transnazionale protegge, ma quanta è la parte di realtà sistemico sociale lasciata ai margini?
    Non esistono in questo sistema possibilità di scoperte artistiche e creative genuine, questo è il credo dello sperimentatore artistico del P.A.AFF.

    Posse
    Artisti
    AFFamm’.

    fG

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui