28 ottobre 2014

Ghirri e Guerzoni si reincontrano in Triennale. E c’è anche Umberto Galimberti, per parlare di come fare buon uso delle rovine

 

di

Luigi Ghirri - Carpi - 1973 - cm 19,5x13,9 - courtesy Eredi Ghirri

È un titolo decisamente riuscito Per un buon uso delle rovine, e l’occasione per ascoltare e riflettere su questo vademecum è data da Triennale, che porta in scena (domani, dalle 18.30) Umberto Galimberti, filosofo e psicanalista, e Franco Guerzoni, artista e compagno di viaggio di Luigi Ghirri negli anni della loro “formazione” e attualmente in scena proprio a Milano con la mostra Nessun luogo, da nessuna parte – Viaggi Randagi con Luigi Ghirri, che ha visto pubblicato anche l’omonimo libro edito da Skira. La storia di un amicizia, di uno sguardo comune, e di una serie di attraversamenti per le campagne del modenese, tra gli anni ’60 e ’70, e di una manciata di fotografie che, tra le altre, raccontano di aie, rovine, impalcature, case abbandonate, di azioni estemporanee e interventi più o meno concordati. Come in un découpage, ogni foto diventerà il punto di snodo di una rievocazione che può dispiegarsi solo per frammenti, e la possibilità di una riflessione su alcuni argomenti che le immagini sottendono: la definizione dell’identità e gli irrisolti, il peso delle influenze, la vitalità della provincia, il viaggio di formazione, l’impegno. E universalizzando le geografie padane. 

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