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Lo shutdown più lungo della storia degli Stati Uniti ha avuto effetti clamorosi non solo sul mondo dell’arte stelle-e-strisce ma anche un po’ più in là. Cioè in qualche punto imprecisato dello spazio intorno alla Terra, dove attualmente gravita Orbital Reflector. L’opera di Trevor Paglen, un pallone aerostatico a forma di diamante, è stata lanciata in orbita poco più di un mese fa, a bordo di un razzo SpaceX Falcon 9 di proprietà di Elon Musk ma non è più possibile capire dove sia esattamente.
Il government shutdown è una procedura di blocco delle attività amministrative che coinvolge il settore esecutivo, adottata dal sistema politico statunitense quando il Congresso non approva la legge di bilancio, recante il rifinanziamento delle attività amministrative. Dal 1976 è successo circa 20 volte ed è durato al massimo per tre settimane. Nel 2013, in epoca Obama, durò dall’1 al 17 ottobre, in seguito a uno stallo tra Democratici e Repubblicani in merito alla riforma del sistema sanitario. Ma questa volta dura da quasi due mesi e, tra i vari servizi pubblici coinvolti, vi sono parchi, monumenti e musei, tra i quali lo Smithsonian e la National Gallery of Art, che vengono immediatamente chiusi ai visitatori. E anche agenzie come la NASA vedono ridotto al minimo il numero di impiegati.
Il Nevada Museum of Art, che ha commissionato l’opera a Paglen, ha dichiarato che lo shutdown sta causando alcuni problemi alla “missione” in corso. «Identificare i satelliti lanciati in orbita è un processo molto complesso. A causa dello shutdown, non abbiamo alcuna indicazione di quanto tempo ci vorrà prima che la North American Aerospace Defense Command rilasci il numero di identificazione del satellite artificiale di Paglen, per monitorare correttamente i suoi spostamenti», fanno sapere dal museo. Nonostante queste circostanze difficili, gli ingegneri di Orbital Reflector continuano a comunicare con il satellite e tutti i sistemi sembrano in buona salute.








