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Realizzata ai primi del Quattrocento e collocata sulla facciata del Duomo nel 1405, la vetrata del rosone, che illustra l’Assunzione della Vergine, fu realizzata su disegno di Lorenzo Ghiberti dal maestro vetraio Niccolò di Pietro Tedesco e fa parte del ciclo delle 44 vetrate istoriate appositamente create, tra il 1394 e il 1444, per la cattedrale di Santa Maria del Fiore.
La grande opera oggi restaurata si può ammirare in tutto il suo splendore nell’allestimento fatto nel Battistero di San Giovanni: qui è possibile carpire da vicino i particolari, le sfumature di colore e la complessità dell’impostazione. La vetrata, – dopo il complesso intervento commissionato dall’Opera del Duomo, fatto dalla storica ditta Polloni e finanziato da Intesa Sanpaolo – sarà rimontata nella sua collocazione originaria il prossimo settembre. Divisa in 28 pannelli e con un diametro di oltre 6 metri, il restauro le ha restituito lo splendore di un tempo togliendo le opacità, lo sporco sia di natura biologica che chimica, i danni dovuti al tempo. L’intervento effettuato ha portato a realizzare un restauro conservativo e integrativo ma non interpretativo. È stata fatta una mappatura dell’opera che mette in luce i vetri originali, infatti, nel tempo il rosone ha subito diversi interventi di restauro tra cui uno imponente nel Settecento, mentre l’ultimo risale ai primi anni Cinquanta del Novecento.
I recenti studi conseguenti al restauro sono stati occasione per dare una nuova interpretazione sugli anni giovanili di Ghiberti che per quest’opera ha realizzato un disegno ancora molto legato ai modi del Gotico internazionale ma che ben si conciliano con gli accenti della cultura umanistica. (Enrica Ravenni)
La fotografia del particolare della vetrata del Rosone del Duomo è di Alessandro Beccattini












