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Dopo Rivoli, Milano e Napoli, rispettivamente con Scabin, Cedroni e Iaccarino, anche Roma avrà presto il suo chef da museo. A partire dal prossimo 5 ottobre Antonello Colonna gestirà infatti il ristorante di 500mq situato nella serra di vetro che l’architetto Paolo Desideri ha quasi ultimato di costruire sul retro del Palazzo delle Esposizioni. Secondo quanto anticipato da Repubblica, il ristorante si chiamerà OpenColonna e punterà sulla qualità ma con prezzi accessibili. Prime visite esplorative (guardare -gli spazi- e non mangiare) previste già per la Notte Bianca, a settembre, che segnerà anche la preview del Palazzo.
Occorre notare, in conclusione, che a differenza della nuova tendenza francese, dove i ristoranti-in-museo diventano i veri quartieri generali di uno chef (spesso magari giovane e rampante), in Italia si procede con un meccanismo che ha molto a che fare col franchising, o nella migliore delle ipotesi con la consulenza. Già perché Colonna potrà pur fare grandi cose al Palazzo delle Esposizioni, ma manterrà testa e presenza nella sua celebre locanda di Labico, idem per quanto riguarda Iaccarino che per il Madre di Napoli ha offerto solo una consulenza, rimanendosene confinato nel bellissimo locale “Don Alfonso”. E se Scabin è una felice -e unica- eccezione (le sue creazioni sorprendenti nascono proprio al Castello di Rivoli), anche Moreno Cedroni potrà inviare tutt’al più qualche ricetta via fax alla Triennale Bovisa, standosene a centinaia di chilometri di distanza, a Senigallia.
Dunque è vero che i musei italiani stanno abbandonando la ristorazione che li contraddistingueva (cara e dozzinale) a favore di una maggiore cura nel cibo ed attenzione ai particolari (non ultima la griffe dello chef), ma è altrettanto vero che la strategia scelta, giusto per far riferimento alle papille gustative, lascia un poco di amaro in bocca… (m. t.)
[exibart]










Sono d’accordo assolutamente. A Paris è tutta un’altra cosa, basta andare al nuovo Mac|Val per capire…
Non dimentichiamoci del Palais de Tokyo a Parigi, ma soprattutto di tenere i prezzi bassi.
buona apertutra!!!
A parigi vai al ristorante indipendentemente dal museo, a roma vai al museo e poi, toh, troviil ristorante. E’ molto diverso. Speriamo che i costruendi Maxxi e MAcro si comportino diversamente facendosi portatori di proposte gastronomiche più… contemporanee appunto. COn tutto il rispetto di Colonna. Giovani cuochi molto bravi sono presenti anche a Roma, e non aspettano altro di avere la responsabilità di un ristorante di un museo…
Non sarà così, parola di Antonello Colonna. Dopo aver stipulato un contratto di locazione e gestione tra l’”Azienda speciale palaexpo” e la mia società sarò direttamente il responsabile fiscale ed operativo di un ristorante a tutti gli effetti. L’area ristorazione del Palazzo delle Esposizioni in via Nazionale avrà, oltre all’ingresso interno dal museo, due entrate separate, in via Piacenza e in via Milano, così da rendere l’accesso autonomo dagli orari del museo.
E’ chiaro che la sede storica rimarrà la mitica porta rossa di Labico con i suoi sei tavoli e le sue esperienza culinarie, ma è pur vero che al PdE non arriveranno i miei fax ma una mia squadra di collaboratori selezionati dalle mie cucine, dal mio ristorante, dalla mia organizzazione.
spazio ai giovani basta co stì vecchioni……Colonna torna a Labico
Colonna è un grande e il suo ristorante avrà un successone. Ne parla tutta roma