23 giugno 2013

Henry Moore per riaprire al pubblico. Il Rijksmuseum sceglie l’artista per i giardini e il programma annuale di scultura

 

di

Henry Moore, Large Reclining Figure 1984. Photo: John Lewis Marshall
Hanno riaperto poche ore fa i giardini del Rijksmuseum di Amsterdam, con una collaborazione speciale con la Henry Moore Foundation che ha permesso di portare in Olanda dodici grandi sculture, alcune delle quali mai viste precedentemente nel Paese. Tra gli highlights della mostra figurano Reclining Woman: Elbow del 1981 e Large Two Forms, 1966, con una grande figura reclinata del 1984, un lavoro di Moore  di oltre 9 metri realizzato partendo da una maquette surrealista del 1938, che aveva una dimensione di solo 33 centimetri di lunghezza. Bronzo e fibra di vetro, per esplorare esplorare largamente l’opera del grande scultore che è, soprattutto, anche il primo protagonista di una serie di mostre annuali che prenderanno corso d’ora in poi per le prossime cinque estati nei giardini rinati del museo. A creare un dialogo spettacolare con la facciata del XIX secolo dell’edificio e alcuni dei massimi scultori della storia. 
La “outdoor gallery” del museo attualmente comprende infatti 14mila metri quadrati, dove i progettisti Copijn Tuin en landschapsarchitecten hanno raccolto l’eredità del progetto di Pierre Cuypers, firmato agli inizi del ‘900, per il nuovo design dei giardini, che includono anche molte delle caratteristiche originali, a cui si è aggiunto ora anche un labirinto d’acqua creato sulla base di un disegno dallo scultore e artista danese Jeppe Hein. Un Rijksmuseum un po’ contemporaneo, e molto moderno.

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